Avete presente la sensazione che si prova quando si hanno quelle giornate con 5 ore di lezione dalla prima all’ultima senza pause salvo la ricreazione? Magari ogni ora una classe diversa con una materia diversa: cambia aula, fai mente locale sulla classe, cambia libro, chiudi cassettino “grammatica classe III”, apri quello “epica classe I”. Dove eravamo arrivati? Ah, sì, lo scontro tra Achille ed Ettore, giusto. Riprendi da lì. Chiudi poi cassettino “Epica I” e apri quello “lettura ad alta voce classe II”. Ma avevo assegnato compiti? Correggili. A forza di aprire e chiudere cassetti, io arrivo a fine giornata che a stento ricordo il mio nome.
Ora, proviamo a tornare indietro di 10/15 (io ormai molti di più!) anni e sforziamoci di ricordare: dall’altra parte c’eravamo noi ed era ugualmente un continuo aprire e chiudere cassettini da un’ora all’altra. È vero, ci potevamo concedere qualche momento in più di distrazione o di finta attenzione che – in quanto docenti – difficilmente possiamo concederci, ma non potevamo nemmeno cambiare compagni, aula o setting da un’ora all’altra.
Purtroppo per me è passato troppo tempo dagli anni in cui ero studentessa, ma ho potuto saggiare indirettamente quel senso di “frammentazione” continua quando la mia adolescente – ora alle superiori – è entrata nel tunnel delle scuole medie. Cinque ore al giorno con spesso cinque materie differenti. In alcune giornate, avendo 3 ore consecutive d’italiano, le è capitato di avere grammatica, antologia ed epica (con relativi compiti, ovviamente). È normale, certo. È necessario un po’ di tempo per prendere il ritmo dopo i tempi distesi della scuola primaria, ma poi ci si abitua. In fondo si è sempre fatto così, no?

Non so voi, ma a un certo punto io mi sono posta alcune domande: che senso ha “fare” un’ora di epica e subito dopo un’ora di antologia? Quali obiettivi e quali conoscenze stiamo perseguendo? Questa frammentazione è funzionale alla didattica e all’apprendimento o la riproponiamo solo perché – come si diceva sopra – “si è sempre fatto così”?
Io ho sentito che quel modo di lavorare non faceva più per me. Ho avuto il bisogno di tornare a una didattica più distesa, immersiva. Da quel momento – complice anche il fatto di aver abbandonato l’antologia – io e le mie colleghe abbiamo deciso di programmare le nostre attività didattiche per moduli. Questo ha fatto sì che rivedessimo insieme la scansione oraria e ovviamente la programmazione annuale, che predisponiamo a settembre, dal momento che lavoriamo tutte in parallelo, salvo scelte e modifiche individuali legate ai bisogni specifici delle proprie classi.
MODULO: WHAT’S IT?
Lavorare per moduli – per me che applico il WRW – significa dividere la programmazione annuale in macroargomenti con obiettivi specifici di lettura o scrittura. Da alcuni anni uso questo file che modifico a seconda delle esigenze e che mi serve – non in maniera prescrittiva, ma flessibile e modificabile – per avere chiari gli obiettivi verso cui tendere e soprattutto i tempi: io tendo ad essere molto lenta e avere un quadro annuale mi costringe ad avere delle deadlines da non superare.
Qui un esempio non ancora completo e in fase di elaborazione (quindi ancora passibile di numerose modifiche) della struttura che utilizzo, in questo caso per una classe II:

All’interno della programmazione vi sono due tipologie di moduli che perseguono obiettivi specifici che nel corso nel triennio sono sia ricorsivi sia progressivi, cosicché gli alunni diventino lettori e scrittori sempre più sicuri, competenti e autonomi: il modulo di lettura e quello di scrittura.
L’optimum sarebbe alternarli, ma non sempre è possibile.
IL MODULO DI LETTURA
| ESEMPI | VALUTAZIONE |
| – lettura ad alta voce; – gruppi di lettura su 4/5 libri o su libri tutti diversi legati da un unico filo rosso (stesso tema, autore o genere); – in prima c’è il modulo iniziale di costruzione del laboratorio di lettura (introduzione alla biblioteca di classe, alla lettura individuale, alla lettura di albi illustrati, alla realizzazione di un booktalk, uso del taccuino del lettore…); – epica e letteratura; | Al termine di un modulo di lettura diverse possono essere le valutazioni, a seconda di quali obiettivi ci siamo posti come docenti: – partecipazione al laboratorio di lettura; – annotazioni di lettura sul taccuino; – restituzione orale o scritta su quanto letto (onepager, commento letterario, recensione, comprensione del testo, dibattiti…). |
IL MODULO DI SCRITTURA
| ESEMPI | VALUTAZIONE |
| In questo caso il modulo segue le varie tappe del processo di scrittura: 1. Immersione per conoscere le caratteristiche del genere letterario a cui ci stiamo dedicando. 2. Prescrittura con attività ad hoc per raccogliere le idee su cosa scrivere e iniziare a pianificare il testo stesso. 3. Scrittura della prima bozza. 4. Revisione delle bozze con introduzione di strategie di scrittura sempre più complesse ed efficaci. 5. Editing. 6. Pubblicazione. | Anche al termine di un modulo di scrittura si valuteranno due aspetti con relative griglie: il prodotto finale (il testo scritto), il processo (la partecipazione al laboratorio di scrittura, i progressi dalla prima bozza al testo definitivo attraverso l’applicazione delle strategie di scrittura suggerite, la biografia del testo, …) |
Al di là di questi macromoduli, vi sono poi attività continuative che trovano uno spazio più o meno fisso durante tutto l’anno, a prescindere che si stia svolgendo un modulo di lettura o di scrittura:
- i momenti di lettura individuale;
- gli scambi epistolari con classi parallele di altre scuole a cui dedico alcune ore ogni 2 mesi;
- le due ore settimanali di grammatica.
MA L’EPICA E LA LETTERATURA?
L’approfondimento dedicato al mito e all’epica rientrano a pieno titolo nei moduli di lettura, perché in quel caso ciò che mi propongo è che i miei alunni approfondiscano testi della tradizione come lettori consapevoli e competenti.
È la stessa finalità che mi propongo anche quando affronto un autore o un’autrice della tradizione: nei tre anni non propongo un percorso di storia della letteratura, ma l’incontro con alcuni grandi autori e opere sì e anche in maniera piuttosto approfondita: in II, ad esempio, Dante e la Commedia occupano un posto di rilevo, così come in III i ragazzi conoscono la figura e i testi di Foscolo, Leopardi, Ungaretti, Levi.
Il fatto che si affrontino questi argomenti in moduli di lettura, non non significa che non chieda loro anche di scrivere su quanto letto e che non valuti ciò che loro scrivono: per monitorare le loro conoscenze e le loro competenze di lettura, tanto più quando si tratta di autori complessi e lontani nel tempo, utilizzo sì i dibattiti in classe attraverso cui costruiamo e negoziamo insieme i significati, ma anche le loro annotazioni in itinere più o meno guidate, così come le risposte a domande di comprensione profonda attraverso cui andare non solo a indagare il testo nel suo significato, ma anche far emergere le loro impressioni e le connessioni col loro mondo, col contesto di appartenenza e con altri testi. In III si arriva anche alla stesura di veri e propri commenti letterari.
LA SCANSIONE ORARIA
Ne consegue che il mio orario ha generalmente delle ore fisse settimanali per tutti e tre gli anni:
– 2 ore di grammatica;
– 15/20 minuti di lettura individuale per 2/3 volte a settimana: ogni alunno legge silenziosamente il proprio libro o scrive sul proprio taccuino annotazioni relative al libro stesso.
Il tempo restante può cambiare scansione a seconda del modulo che si sta affrontando e degli obiettivi di lettura o scrittura che ci si è posti.
Questo richiede certamente ai ragazzi una maggiore flessibilità, ma se si esplicita loro immediatamente cosa si andrà a fare e quale sarà l’obiettivo finale, vi seguiranno senza alcun problema.
Io lo dichiaro subito in maniera molto chiara: “Da oggi per circa un mesetto lavoreremo come lettori: leggeremo insieme ad alta voce XXX e al termine della lettura vi chiederò di rielaborare tutte le riflessioni raccolte insieme e individualmente in …)” oppure “Oggi iniziamo un modulo di lavoro come scrittori dedicato al genere …; al termine dovrete essere in grado di scrivere un testo … che valuterò. Essendo un genere che ancora non abbiamo affrontato, percorreremo tutte le tappe del processo di scrittura e quindi inizieremo dall’immersione proprio per conoscerne le caratteristiche e per rubare le strategie di scrittura più efficaci messe in campo dai grandi scrittori.”





Lascia un commento