Lo scorso anno per la prima volta ho proposto il Gruppo di Lettura pomeridiano nella mia scuola: da dicembre a giugno, una volta al mese, una ventina di ragazze e ragazzi di tutte le età si sono riuniti per parlare di libri.

Attraverso delle votazioni, hanno scelto il nome (Quid legis?) e il logo, entrambi nati da loro idee. Io ho selezionato i “fili rossi” attraverso cui costruire la bibliografia mensile da cui attingere per le loro letture e ho girato tutte le biblioteche della Romagna per recuperare i libri necessari ad accontentare le richieste di tutti.
Ogni incontro ha previsto una prima parte di restituzione dei libri letti, un’attività ludica o di approfondimento dedicata ad essi e poi la presentazione dei libri per il mese successivo con la raccolta dei loro desiderata.

E che fortuna poter chiudere l’esperienza con l’uscita in treno nella vicina Rimini per partecipare a Mare di Libri: assistere agli incontri ci ha permesso di sognare in grande e immaginarci, il prossimo anno, su uno di quei palchi ad intervistare una scrittrice o uno scrittore incontrati sul nostro cammino di lettori.


Organizzare e condurre il Gruppo di lettura è stata un’esperienza impegnativa, ma molto arricchente: che bello vedere sotto i miei occhi la nascita di un gruppo unito dalla condivisione di libri. È stato tutto perfetto? Ovviamente no, ma negli anni ho capito e accettato che ‘fatto è meglio che perfetto’ e le difficoltà diventano stimoli per fare meglio l’anno successivo, anche attraverso le proposte e i consigli dei ragazzi stessi.
Se anche voi avete voglia di mettervi in gioco e covate da un po’ il desiderio di proporre un Gruppo di Lettura nella vostra scuola, qui 5 consigli che mi sento di condividere:
1. PARTECIPATE A UN GRUPPO DI LETTURA
Sembrerà banale, ma viverlo dall’altra parte è stato per me imprescindibile per capire come strutturare gli incontri e quali stimoli offrire come guida. Da molti anni ormai il GdL dell’Allenatrice di Lettura Alice Bigli – prima in presenza, poi a distanza – è diventato per me un appuntamento tradizionale, ancor prima che mi sfiorasse l’idea di condurne uno io. Partecipare mi “costringe” a leggere romanzi per ragazzi anche nei mesi scolastici in cui il tempo è poco e la stanchezza è tanta; mi tiene aggiornata sulle novità editoriali di qualità e mi consente di avere uno scambio proficuo con le altre partecipanti, che ormai sono diventati volti e voci familiari.

2. FORMATEVI
Nella mia esperienza c’è stato un prima e dopo: lo Zaino del Lettore. Si tratta di una formazione divisa in 3 moduli, che si tiene da diversi anni a Rimini nelle prime settimane di luglio. I formatori non hanno bisogno di presentazioni: sono la già citata Alice Bigli (giuro, non mi ha pagata per questo articolo!), Matteo Biagi e Simonetta Bitasi. Il primo anno ho fatto una full immersion completa, partecipando a tutti e tre i moduli, mentre negli anni successivi ho continuato a frequentare solo lo Zaino 3 che si ripete nella struttura, ma si rinnova di anno in anno nei contenuti:
La prima parte è guidata da Simonetta che propone attività laboratoriali d’incontro col libro e mette a disposizione dei partecipanti la sua infinita e aggiornatissima competenza bibliografica, facendo esaurire a tutti i partecipanti la Carta del Docente in poche ore!
La seconda e terza parte sono invece gestiti rispettivamente da Matteo, che propone un bookclub monografico su un autore, e da Alice, che presenta il laboratorio tematico su più libri legati tra loro dal filo rosso del genere o del tema.
Chi partecipa arriva dopo aver letto parte della bibliografia proposta, cosicché le attività diventano un vero e proprio gruppo di lettura in cui riflettere insieme sui libri letti e lì succede la magia, perché proprio dal confronto a piccolo gruppo o in plenaria, vedi i significati più profondi, le connessioni nascoste e le possibilità didattiche dispiegarsi sotto i tuoi occhi.
E poi che bello rivedersi negli anni e diventare un gruppo in cui continuare a confrontarsi anche nei mesi che ci separano alla formazione successiva: lo spirito di condivisione che nasce, trasforma un gruppo di docenti di tutta Italia in un vero e proprio dipartimento virtuale.

Per chi non avesse la possibilità di partecipare al corso (ma se potete, fatevi questo regalo!), c’è il saggio in cui Alice e Matteo hanno raccolto le loro conoscenze e competenze in merito ai GdL.

3. STALKERATE L’ESPERTA
Sembra una battuta, ma non lo è affatto: negli anni ho imparato che chiedere senza timori a chi è più esperto è la chiave per progredire. È quello che ho fatto con la mia amica Rossella (@rossluci su Instagram): ci siamo conosciute sui social e poi abbiamo avuto la fortuna di poterci incontrare e abbracciare in carne ed ossa proprio allo Zaino del lettore due anni fa. Ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso che – finché potremo – quello sarà il nostro incontro annuale. Lei sperimenta il GdL da tanti anni con i suoi Topi di Biblioteca, è una lettrice fortissima e una vera e propria allenatrice di lettura per i suoi alunni.
Quando mi sono sentita pronta a dare inizio al mio GdL, ho subito pensato a lei e così la scorsa estate ci siamo prese qualche ora on line insieme a Maria Giulia (@la_prof_tabs), un’altra cara amica conosciuta allo Zaino del lettore che come me voleva buttarsi in questa nuova avventura: l’abbiamo letteralmente stalkerata, sottoponendole tutti i dubbi che avevamo e facendo tesoro dei suoi suggerimenti.
La sua presenza e il suo supporto costante sono stati per me durante tutto l’anno una grande fonte di sicurezza. È solo grazie a lei se ho potuto far partecipare i miei ragazzi del GdL come giuria al Premio Strega.


4. LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE
Se si vuole arrivare preparati al GdL, occorre essere attrezzati e gran parte dell’equipaggiamento è costituito dalle letture che abbiamo fatto e amato. Senza un bagaglio ricco di libri, difficilmente si riuscirà a costruire bibliografie mensili efficaci e varie: sia che si scelga di proporre un bookclub con soli 4/5 titoli, sia che si opti per un laboratorio tematico con tutti titoli diversi, occorrerà avere ben chiaro che un Gruppo di lettura, sebbene fatto di lettori volontari che scelgono di rimanere al pomeriggio, non sarà costituito solo da lettori forti o fortissimi. Per questo sarà necessario selezionare all’interno della bibliografia titoli che tengano conto di tutti i tipi di lettori, da quelli più fragili a quelli fortissimi.
La diversità costruisce ricchezza e noi docenti dobbiamo padroneggiare e maneggiare bene la bibliodiversità che offriamo. L’estate per me diventa proprio il periodo in cui riempire voracemente il mio bagaglio di quante più letture possibili, che mi torneranno utili anche per le mie biblioteche di classe.


5. BUTTATEVI!
L’ultimo consiglio è forse quello più ovvio, ma per parecchi anni per me è stato quello più difficile da mettere in pratica: abbiate il coraggio d’iniziare.
Non sarete mai del tutto sicuri, pronti e certi del risultato: qualche incontro andrà benissimo, qualche altro sarà deludente; ci saranno lettori che abbandoneranno in corsa, altri che si aggiungeranno e altri ancora che vi chiederanno di poter continuare a partecipare anche se saranno passati alle scuole superiori (sì, succede anche questo tra i piccoli miracoli!). Se avete fatto tutto quello che potevate per arrivare formati e pronti, non resta che sperimentare e vedere come andrà. I ragazzi stessi saranno il vostro feedback più prezioso: costruite il vostro GdL insieme a loro, dando spazio alle loro proposte e anche alle loro critiche e vedrete che passo dopo passo ne nascerà qualcosa di prezioso.
(E non dimenticate le merende!)





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