Avete presente la sensazione che si prova quando le sinapsi si attivano rapide e iniziate a vedere le connessioni tra esperienze diverse e lontane nel tempo, ma che dialogano tra loro e voi non potete far altro che seguirle prima e dare loro vita poi, per vedere come va?
È così che è nato il laboratorio “Cos’è un libro?” che ho proposto a inizio ottobre alla mia nuova classe I per avviarci a diventare lettori forti e consapevoli.
Sebbene questo articolo fosse in bozze da allora, ne riesco a scrivere solo ora, ma credo che possa comunque tornare utile anche in questo momento dell’anno a chi volesse qualche spunto per gli open day che ci attendono.
Ma procediamo con ordine.
GLI INGREDIENTI DI UN’IDEA
Tutto è nato lo scorso inverno quando Ivana Lombardini, tra le fondatrici della casa editrice Fulmìno edizioni e mia compagna all’interno del gruppo di lettura di Alice Bigli, mi ha proposto di presentare alla mia classe I di allora un incontro nella biblioteca del territorio per parlare di libri dal punto di vista editoriale.
L’incontro c’è stato a maggio dello scorso anno e mentre io assistevo alla sua presentazione, ne vedevo il potenziale per trasformarla in un’esperienza laboratoriale d’inizio anno.
Aggiungete a quell’idea germinale gli spunti giunti durante l’estate grazie al corso di formazione sull’educazione alla lettura “Lo zaino del lettore”, tenuto da Alice Bigli, Simonetta Bitasi e Matteo Biagi. Sono state proprio le proposte di Simonetta legate al libro come “oggetto” a farmi tornare con forza a quel laboratorio in biblioteca.
Le due esperienze avevano molti punti di collegamento che ora erano chiari sotto i miei occhi: dovevo solo trovare il modo di farle dialogare tra loro e portarle in classe. Per questo, la fase iniziale di progettazione insieme a Ivana a cui ho immediatamente proposto l’idea di unire le nostre forze è stata essenziale: il suo essere un’editrice (oltre che ex docente di Lettere), ha permesso di costruire il laboratorio facendo tesoro delle sue conoscenze e competenze specialistiche.
Per chi non avesse la fortuna che ho avuto io, consiglio Come nasce un libro. Dietro le quinte dell’editoria di S. Vernet e C. de Cussac (La Margherita edizioni, 2024), da cui tra l’altro ho preso alcune delle illustrazioni che corredano la presentazione che ho usato per condurre il laboratorio. Ho conosciuto questo libro sempre a uno degli incontri del GdL di Alice Bigli: insomma, direi che fin qui vi ho dato tanti ottimi motivi per aderire alle sue proposte!

STEP 1. CHE COS’È UN LIBRO
TEMPO PREVISTO: 10 minuti

Per la prima fase del laboratorio, per il quale abbiamo sfruttato gli spazi della biblioteca scolastica, sono totalmente debitrice ai suggerimenti di Simonetta Bitasi: allestite il setting disponendo le sedie a cerchio e al centro collocate tanti libri diversi tra loro per formato, generi, materiali, … .
Chiedete ai ragazzi di scrivere sul loro taccuino una breve definizione di “libro” che ne sintetizzi le caratteristiche principali e poi fatene leggere alcune.
Ad ogni definizione, procedete con lo smontaggio, pescando una prova materiale dal centro.
“Un libro è un insieme di pagine con tante parole” e allora prendete un silent book, chiedendo loro se quello sia un libro. Davanti alla loro inevitabile risposta affermativa, mostrate come all’interno non ci sia nemmeno una parola.
“Un libro è una storia che fa sognare chi lo legge” e allora prendete un albo espositivo, chiedendo loro nuovamente se quello sia un libro. Nuova risposta affermativa e nuova dimostrazione che all’interno non c’è nessuna storia.
“Un libro è un oggetto di carta che si può sfogliare e leggere” e allora prendete un leporello o un libro tattile e di nuovo smontatene la definizione.
Tutto ciò per mostrare loro come non esista IL libro, ma tanti libri diversi che possono andare incontro a lettori diversi per gusti, età e passioni.

NOTA BENE
Quando mostrate i libri per smontare le loro definizioni, usate da subito termini per loro nuovi come “albo illustrato”, “graphic novel”, “manga”, “testo espositivo”, “leporello”, “libro tattile”, così da iniziare ad avvicinarli a queste nuove categorie, che incontreranno poi nelle fasi successive.
STEP 2. A OGNUNO IL SUO LIBRO
TEMPO PREVISTO: 10 minuti


Tempo di squadre: per formarle, consegnate a ogni alunno uno dei quattro pezzi di puzzle, unendo i quali si ottiene l’immagine della copertina di un albo illustrato, ma senza il titolo.
Una volta “uniti i pezzi”, ogni gruppo dovrà andare nella propria isola di lavoro, per cercare il titolo giusto da attribuire al proprio albo, aiutandosi con i colori, l’immagine, lo stile.

Da quel momento, quell’albo diventerà il loro simbolo nella scheda punti (clicca qui per modello in pdf), affidata a ciascuna squadra.


NOTA BENE
- I libri proposti non dovrebbero essere noti ai ragazzi né devono essere visibili al centro del cerchio, per non avvantaggiarli troppo.
- Sarebbe opportuno consegnare i pezzi agli alunni tenendo conto delle compatibilità e soprattutto delle incompatibilità: noi non lo abbiamo fatto e questo ha un po’ sbilanciato il successivo lavoro.
- Io ho scelto gli albi pensando alle proposte che avrei fatto nelle settimane a seguire, così che si fosse già creata una certa familiarità tra loro e il testo.
STEP 3. COSA C’È IN UN LIBRO?
TEMPO PREVISTO: 10 minuti

Su ogni isola disponete un blocchetto di post-it e un libro precedentemente selezionato, tenendo presenti le parti che gli alunni dovranno andare ad individuare.
Chiedete loro di scrivere su ogni post-it una delle parole proiettate alla LIM; in caso non ne abbiate una a disposizione, potete fargliele già trovare scritte sui post-it consegnati. Dovranno attaccare il post-it in corrispondenza della parte del libro in cui trovano (o pensano di trovare!) quel determinato elemento.

Al termine di questa fase, l’insegnante dovrà passare da ogni gruppo per verificare quanti post it siano stati applicati correttamente e scrivere il punteggio relativo sulla scheda punti.

NOTA BENE
Nella nostra progettazione iniziale io e Ivana avevamo previsto una fase di restituzione dopo ogni step di gara, in cui mostrare le “soluzioni”. La stanchezza però a questo punto iniziava già a farsi sentire e abbiamo preferito procedere con lo step seguente, rimandando la spiegazione a un momento successivo per far sedimentare le conoscenze acquisite.
L’alternativa potrebbe essere invece quella di segmentare il laboratorio in più lezioni, utilizzando tempi più distesi e affiancando a ogni manche la relativa spiegazione.
STEP 4. UNO, CENTO, MILLE…LIBRI
TEMPO PREVISTO: 10 minuti


Date nuovamente a ogni gruppo i post-it su cui scrivere le categorie di libri proiettate nella nuova slide. Ricordatevi di precisare loro che le diverse categorie elencate fanno riferimento o al genere di appartenenza o al formato, quindi potrebbe esserci un albo illustrato cartonato, così come un romanzo in brossura.

Anche al termine di questa fase, passate da ogni gruppo e assegnare il punteggio ottenuto.

NOTA BENE
- Si può eventualmente decidere di scegliere solo categorie relative al contenuto o solo relative al formato, oppure dividete questa fase in due step.
- A questo punto i ragazzi erano davvero molto stanchi. Dovessi riproporre il laboratorio, lo interromperei dopo questa fase e proporrei le ulteriori due in una diversa giornata.
STEP 5. CHI REALIZZA UN LIBRO?
TEMPO PREVISTO: 10 minuti


Per questa nuova manche, distribuite a ogni gruppo due mazzi di carte (clicca qui per modello in pdf): uno con le categorie di lavoratori che operano nella catena di produzione di un libro e l’altro con la relativa mansione. I ragazzi dovranno associare ogni lavoratore con la propria funzione.



NOTA BENE
Nella realizzazione delle carte ho cercato di scrivere sempre su ogni carta sia il maschile sia il femminile, per iniziare a lavorare implicitamente su eventuali stereotipi di genere.
STEP 6. COME SI FA UN LIBRO?
TEMPO PREVISTO: 10 minuti (spoiler: non bastano!)


Consegnate a ogni gruppo un nuovo mazzo di carte (clicca qui per modello in pdf) in cui sono elencate tutte le fasi di creazione di un libro. Loro dovranno disporle una di seguito all’altra, in ordine cronologico.



NOTA BENE
Non so se sia perché i miei ragazzi erano davvero stanchissimi a questo punto o perché questa manche era davvero troppo complessa per loro, ma solo un gruppo su cinque è riuscito a portare a termine il compito in modo abbastanza corretto, sebbene io, Ivana e il collega di sostegno avessimo cercato di farli ragionare.
Io e Ivana abbiamo dunque deciso di riprendere questa fase in un momento successivo in classe, lasciando decantare tutte le informazioni apprese fino a quel momento. Ho approfittato quindi della sua disponibilità per un’altra giornata e abbiamo ripreso le fasi di produzione del libro in una successiva lezione in classe, in cui mostrare le analogie con il laboratorio di scrittura di un testo.
Abbiamo dunque fatto dividere ad ogni alunno il foglio del quaderno in due colonne: la produzione di un libro / la produzione di un testo.

In quella lezione abbiamo fatto scrivere ad ogni alunno tutte le fasi di produzione di un libro, accompagnandole oralmente con il racconto delle esperienze di Ivana come editrice, che ha arricchito le sue spiegazioni aneddoti e con materiali preziosi, vivi, come le prove di stampa o le traduzioni dei testi da lei prodotti.

Abbiamo lasciato per quel momento vuota la colonna dedicata al laboratorio di scrittura (sarebbe stato troppo stancante per loro!), ma oralmente la mia voce si è intervallata a quella di Ivana per mostrare loro le analogie e anticipare quello che avremmo fatto di lì a poco lavorando al nostro primo testo e in quel caso loro sarebbero stati gli autori e le autrici e io la loro editor.
È stata un’esperienza intensa, ricca, certamente perfettibile, ma proprio come per produrre un testo occorre prima sognarlo, pensarlo, pianificarlo e provare a farlo, correndo il rischio di sbagliare, così accade anche per i progetti didattici. L’unica cosa su cui l’errore non è ammesso è lo sguardo verso l’obiettivo: avvicinare i ragazzi e le ragazze all’oggetto libro, rendendoli più consapevoli di ciò che c’è dietro…e dentro.





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