Se siete docenti che praticano una didattica laboratoriale della lettura, sono certa abbiate già sentito parlare di bibliodiversità.
Si tratta di un neologismo nato alla fine degli anni ’90 grazie alla volontà di un gruppo di editori cileni che ha creato l’associazione “Editores independientes de Chile” per preservare la diversificazione della produzione editoriale, messa in crisi dalla sovrapproduzione e dalla concentrazione dei capitali nelle mani di pochi grandi gruppi editoriali che monopolizzano il settore.
Con questo termine – coniato sul modello di biodiversità – c’era l’idea di sottolineare “la diversità culturale applicata al mondo del libro”1 per evitarne la standardizzazione finalizzata alla sua mercificazione.
Dal Cile il concetto è stato poi esportato nel resto del mondo e ha portato alla firma della Dichiarazione internazionale degli editori indipendenti, per la tutela e la promozione della bibliodiversità da parte di 75 editori indipendenti di oltre 45 paesi, riuniti all’Assemblea internazionale dell’editoria indipendente a Parigi, presso la Biblioteca Nazionale di Francia, nel luglio del 2007.

M. Palena, Locandina “Librerie in fiore 2016”, Logos Edizioni.
Cosa c’entra con noi?
In che modo questo valore ci riguarda? Come possiamo noi docenti (ma potrei dire, più in generale, noi lettori) farcene portatori?
Prestando attenzione innanzitutto ai libri che leggiamo e poi quelli che proponiamo ai nostri studenti per la lettura individuale o ad alta voce: quale mondo rappresentano? A chi danno voce? In che modo? Sono lo specchio del reale nella sua complessità e nella sua pluralità, cosicché tutti ci si possano riconoscere, o raccontano solo storie di personaggi che hanno vissuto il privilegio di non venire prima marginalizzati e poi stereotipati?
Una biblioteca di classe è dunque caratterizzata da bibliodiversità se ci sono libri che, pur mantenendo in primis il criterio della qualità letteraria, hanno anche le seguenti caratteristiche:
– appartengono a generi letterari diversi che possono andare incontro ai gusti di ciascuno;
– rientrano nell’ambito della narrativa (fiction) e della divulgazione (non-fiction);
– comunicano attraverso linguaggi diversi: graphic novel, manga, albi illustrati, silent book;
– sono caratterizzati da diversi gradi di complessità per stile, ricercatezza lessicale, numero di pagine, font (si pensi ad esempio ai romanzi ad alta leggibilità);
– sono stati scritti da autori non solo occidentali, ma provenienti da tutto il mondo, così da raccontarci in modo autentico e non stereotipato realtà a noi meno note, in cui si possono anche più facilmente riconoscere i nostri alunni che hanno in quei Paesi le loro radici, lontane o vicine;
– raccontano storie i cui personaggi siano realmente rappresentativi delle società multietniche in cui viviamo, sappiano dare voce anche a tutti coloro che tendono a essere invisibilizzati o relegati a un modello stereotipato.
Insomma, la nostra biblioteca di classe diventerà così POLIFONICA, perché sarà capace di far risuonare le voci del mondo, e al contempo INCLUSIVA, perché tutti potranno trovare un libro che non solo va incontro ai loro interessi, ma in cui potranno anche rispecchiarsi e dunque riconoscersi.

M. Palena, Aria (Manifesto per la XXIV edizione di Scrittorincittà Cuneo)
Alcuni spunti
Ho incontrato Marilena Umuhoza Delli e Espérance Hakuzwimana in un interessante incontro all’interno del festival Mare di Libri dal titolo Perché una scuola antirazzista è una scuola per tutt* e dalle loro parole e dai loro libri è nato in me il desiderio di prestare maggiore attenzione non solo alla provenienza degli autori e delle autrici presenti nella mia biblioteca di classe, ma anche al grado di rappresentatività delle storie che leggo e propongo.
Mi piacerebbe rifletterci in modo critico anche in classe, perché lo stesso discorso si potrebbe poi estendere ai film e alle serie che vediamo, ai podcast e alla musica che ascoltiamo. Quanto sarebbe efficace a questo scopo avere in classe un planisfero in cui attaccare le copertine dei libri della biblioteca per osservare quali storie leggiamo? A chi decidiamo di dare voce?

F. Negrin, Mitomalia. Storie che hanno incantato il mondo, Milano, Giunti, 2022.

Y. Ebine, Il posto delle bambine, trad. di S. Scrivo, Roma, Coconino Press, 2024.
1. M. Umuhoza Delli, Lettera di una madre afrodiscendente alla scuola italiana,
Busto Arsizio, People, 2023.

COS’È
Un saggio chiaro, diretto e dettagliato scritto da un’autrice che sulla sua pelle ha vissuto il razzismo – fuori e dentro la scuola – e che ha deciso di approfondire il tema del razzismo interiorizzato non come colpa individuale, ma come “sistema in cui si è stati educati, un sistema che privilegia alcuni individui rispetto ad altri”2 per combattere il quale occorre innanzitutto consapevolezza.
PER CHI
Per docenti, genitori, educatori e per tutti coloro che vogliano provare a realizzare in primis una scuola e poi una società accogliente e rispettosa di tutti.
UNA FRASE
Quando scegliamo un libro, decidiamo a chi dare voce. E possiamo scegliere una voce meno visibile e quindi meno ascoltata, come quella di una donna, di un individuo razzializzato, di un esponente della comunità LGBTQIA+, di una persona con disabilità o di una scrittrice economicamente svantaggiata. […] Affidarsi a una sola voce è pericoloso, come sottolineato dalla scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie: «Raccontare un’unica storia crea stereotipi. E il problema degli stereotipi non è tanto che sono falsi, ma che sono incompleti. Trasformano una storia in un’unica storia»3
2. E. Hakuzwimana, La banda del pianerottolo,
Milano, Mondadori, 2023.

COS’È
Un romanzo corale che racconta le storie di un gruppo di ragazzini, vicini di pianerottolo, che si troveranno a combattere per salvare la magica “ediscola” di paese dello zio Ruben. A raccontarci le loro avventure, Camille, ragazzina di padre senegalese e madre italiana che da un po’ custodisce uno strano segreto, e Timoteo, appena trasferitosi da Londra e superprotetto dalla sua sorellona che teme per lui, perché per ascoltare i suoni del mondo ha due protesi sopra le orecchie. Anche lui custodisce da un po’ uno strano segreto, proprio come Camille a cui lo legherà una speciale sensibilità.
PER CHI
Dalla classe IV di scuola primaria alla I media.
UNA FRASE
«Dovete farmi questo regalo, sorelle maggiori di lune piene e principi silenziosi dalla terra dei fratelli minori… e anche tu, Noki, figlia d’amore prescelta nella terra e nell’aria» ci dice, guardandoci negli occhi uno a uno, «adesso andate tutti a dormire, ma prima di chiudere gli occhi, ognuno di voi deve esprimere il desiderio più grande che ha, il desiderio più forte e più puro che tiene nascosto nel cuore.»
«Io voglio l’edicola aperta!!!» ripete ancora Sam, con i lacrimoni che gli rigano le guance.
«Ci sono certi desideri, piccolo Sam, che ci rendono felici non tanto quando si esprimono ma quando ci mostrano cosa siamo diventati per realizzarli»4
3. E. Plateau, Nera. La vita dimenticata di Claudette Colvin,
trad. di S. Mercurio, Trieste, Edizioni EL, 2019.

COS’ È
Un graphic novel che racconta la storia poco nota di Claudette Colvin, la ragazza afroamericana dell’Alabama che a soli 15 anni si rifiutò di cedere il suo post sull’autobus a un bianco. Era il 2 marzo 1955, 9 mesi prima del celebre episodio che ha reso immortale il nome di Rosa Parks. Il racconto, narrato con uno stile grafico incisivo e asciutto, non è romanticizzato né edulcorato: emergono infatti con onestà anche il maschilismo e i rapporti di potere all’interno della NAACP, la National Association for the Advancement of Colored People, che hanno fatto sì che il nome di Claudette venisse dimenticato.
Un Nota Bene importante: facciamo attenzione a non inserire nella nostra biblioteca di classe SOLO testi in cui le persone razzializzate o invisibilizzate siano raccontate perché attive nei movimenti contro il razzismo o per i diritti delle altre minoranze. In questo modo si rischia di fare tokenismo, cioè “una pratica adottata da gruppi di maggioranza che inseriscono, in un ambiente specifico, una persona facente parte di una minoranza con il solo scopo di sembrare inclusivi agli occhi del pubblico”5. In questo caso il libro diventa come “l’ospite nero chiamato a parlare solo di razzismo o immigrazione, in un ambiente prevalentemente bianco”. Al contempo in una biblioteca davvero polifonica è importante inserire ANCHE questi testi, perché chi legge possa conoscere storie troppo spesso dimenticate e ridare valore a protagonisti che hanno saputo combattere coraggiosamente conto un destino di marginalizzazione.
PER CHI
Dalla II media.
UNA FRASE

4. Y. Ebine, Il posto delle bambine,
trad. di S. Scrivo, Roma, Coconino Press, 2024.

COS’È
Un manga che racconta le storie della saudita Salma, che sogna di dare un calcio al pallone, della marocchina Habiba, giudicata da un’anziana amica della nonna per la sua passione per i libri e la scuola, dell’indiana Kanti, che si troverà a fare i conti con i compromessi a cui è chiamata a scendere per una vita più agiata in casa del nuovo patrigno, la giapponese Marie, che si chiede se si possa essere veramente madri felici anche senza un marito, e l’afghana Mursal, che al ritorno dei talebani nel 2021 ripensa al suo primo giorno di scuola nel 2002, dopo la loro cacciata.
PER CHI
Dalla classe I sec. di I grado.
UNA FRASE

5. J. Aggrey, W. Erlbruch, L’aquila che non voleva volare,
trad. di R. Cravero, Milano, Salani, 2020.

COS’È
Un albo illustrato che racconta i tentativi di uno scienziato d’insegnare a volare a un’aquila, allevata sin da piccola come gallina. Il libro è una bella metafora della ricerca di sé e della propria identità, a prescindere da come gli altri ci vogliono, ma assume un valore più ampio se si legge la nota biografica in fondo al testo, in cui si racconta di come l’autore Aggrey, di origine ghanese, abbia sempre difeso nei suoi libri l’importanza dell’istruzione e dell’autodeterminazione dei popoli africani, tanto che la versione originale di questo albo terminava così:
“Popoli africani! Noi siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, eppure certi uomini ci hanno insegnato a pensare come galline, e noi ci siamo davvero convinti di essere galline, Invece siamo aquile. Perciò dispiegate le ali e volate! E non accontentatevi dei chicchi di grano che vi gettano.”
PER CHI
Per tutti. A seconda dell’età, cambia il livello di comprensione delle diverse stratificazioni di significati.
UNA FRASE

- Dichiarazione Internazionale degli editori indipendenti 2014, insieme per promuovere e sostenere la bibliodiversità, p. 4. ↩︎
- M. Umuhoza Delli, Lettera di una madre afrodiscendente alla scuola italiana, Busto Arsizio, People, 2023, p. 45. ↩︎
- Ibid., p. 129. ↩︎
- E. Hakuzwimana, La banda del pianerottolo, Milano, Mondadori, 2023, p. 144. ↩︎
- M. Umuhoza Delli, Lettera di una madre afrodiscendente alla scuola italiana, Busto Arsizio, People, 2023, p. 106. ↩︎





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