Chi ha già letto i miei articoli o mi segue sulle pagine social del blog, sa che sono un’insegnante WRW.
“WRW che?”, mi hanno chiesto più volte i non addetti ai lavori in questi mesi.
Writing and Reading Workshop, in italiano Laboratorio di lettura e di scrittura.
Il metodo è nato negli Stati Uniti negli anni ’70, per poi essere sistematizzato dagli anni ’80 grazie al lavoro di Lucy Calkins, fondatrice del Reading and Writing Project presso il Teachers College della Columbia University. In Italia è arrivato a partire dagli anni 2000, grazie al lavoro iniziale di Jenny Poletti Ritz e quello successivo di tutti i docenti che si sono riuniti nel gruppo Italian Writing Teachers.

Questi ultimi lo hanno adattato alle peculiarità del sistema scolastico italiano e hanno mostrato come il metodo fosse perfettamente coerente con gli obiettivi e i traguardi delle Indicazioni Nazionali per il curricolo.
Se tra i docenti l’acronimo è ormai ben noto, tante sono ancora le domande che aleggiano tra coloro che ne hanno sentito parlare, hanno letto qualcosa, ma non hanno ancora approfondito: è un metodo che fa per me?
Si può applicare gradualmente o solo parzialmente?
Si può sperimentare anche se si è gli unici nel proprio Istituto?
È adatto a tutti gli ordini di scuola?
Si concilia con la didattica tradizionale?
Ho così deciso di scrivere una serie di articoli per neofiti, senza alcuna presunzione di esaustività, ma che possano essere un primo incoraggiamento per chi sente che quella del WRW è una strada percorribile, ma non osa muovere i primi passi.
Da oggi, dunque, fino a settembre (Dio, donami la costanza che non ho!) un articolo a settimana secondo un criterio scientificissimo: l’alfabeto.
Avete capito bene: partiremo dalla Z di Zaino fino ad arrivare alla A di Accoglienza.
Il primo articolo vuole essere proprio un incoraggiamento alla formazione, perché non può esserci WRW senza uno studio costante, rigoroso, ricorsivo e attento. Per poterlo proporre con cognizione di causa e in modo davvero efficace, infatti, occorre innanzitutto immergersi nella sua cornice di senso, altrimenti si rischia di confonderlo con un insieme di semplici “tecniche” da spendere in modo frammentario e occasionale per fare “lezioni WOW” fini a sé stesse.
LA MIA ESPERIENZA
Quando io ho iniziato a formarmi, nel 2017, erano pochi gli strumenti a nostra disposizione:
– la pagina Facebook Italian Writing Teachers;
– alcuni manuali in lingua inglese dei “maestri” americani del metodo.
Lo studio di queste due fonti è stato – insieme alle mie colleghe – matto e disperatissimo: c’era condivisione costante di tutto ciò che apprendevamo e ci sembrava stesse funzionando.
Oggi il panorama è molto cambiato, grazie al lavoro delle formatrici e dei formatori che in questi anni hanno dato alle stampe numerose pubblicazioni imprescindibili, che hanno permesso a chi non conosce l’inglese di avere un accesso diretto ai testi e di avere un approccio più in linea con l’organizzazione scolastica italiana.
Mi sono dunque chiesta, nel panorama attuale, quali testi e strumenti in questi anni siano risultati per me imprescindibili per conoscere in modo esaustivo il WRW e che dunque consiglierei a un docente che si avvicina per la prima volta, avendo solo qualche informazione generica.
Ecco dunque lo Zaino Starter Pack da cui partire.
GLI INDISPENSABILI
1. A. Chambers, Il lettore infinito1
Il primo testo che non deve mancare nella biblioteca mentale di ogni docente di Lettere (non solo WRW!) è questo.
Chambers non ha certo bisogno di alcuna mia presentazione, tanto è noto e riconosciuto il suo lavoro non solo nel mondo della narrativa per adolescenti, ma anche in quello dell’educazione alla lettura.
In questo breve saggio ci conduce a indagare il processo di lettura –il Reading Circle – e le sue quattro fasi: la selezione, la lettura, la risposta del lettore e il ruolo dell’educatore. Tutto ciò ha come scopo quello di creare “lettori infiniti”, cioè lettori per la vita, critici, consapevoli e appassionati, capaci non solo di leggere in modo competente, ma anche di parlare di ciò che leggono.
Capite bene che, in questo processo, il docente-educatore alla lettura ha un ruolo fondamentale, non solo per creare un ambiente di lettura positivo e stimolante, ma anche per offrire al giovane lettore tutte le strategie che ha sperimentato e visto funzionare innanzitutto su se stesso.

2. N. Atwell, In The Middle & N. Atwell, A.Atwell, La zona di lettura2
Quando ho iniziato a studiare il WRW, il testo di Atwell era considerato “La Bibbia” del metodo.
Ricordo un’intera estate passata sulle sue pagine, rinfrescando il mio inglese del liceo. Lì trovai – spiegate in modo approfondito e dettagliato – tutte le strategie da lei applicate nelle sue classi per trasformare i ragazzi in lettori e scrittori per la vita.
Non è certamente un testo per tutti e non solo perché occorre una certa dimestichezza con la lingua inglese, per non farsi scoraggiare dalle sue 600 pagine. Ho comunque ritenuto opportuno citarlo perché credo che possa essere un riferimento importante per chi voglia andare all’origine.
Oggi c’è però a disposizione un libretto che può rappresentare un valido compromesso per avvicinarsi all’esperienza didattica di Atwell, seppur limitata al laboratorio di lettura; si tratta del Quaderno n. 15 della collana Didattica e letteratura della Loescher: La zona di lettura. Come aiutare i ragazzi e le ragazze a diventare lettori abili, appassionati, abituali, critici.
Le due autrici illustrano qui il funzionamento del laboratorio di lettura e descrivono alcune strategie ed esperienze che sono capisaldi del WRW: il concetto di “reading zone” che dà il titolo al libro stesso, la biblioteca di classe, il booktalk, le minilezioni sulla lettura, lo scrivere sul leggere.
Il tutto con uno stile chiaro, anche grazie ai costanti esempi legati alla loro esperienza didattica.

3. La scrittura e la lettura per le IWT3
Da quando sono usciti i primi manuali in italiano per approfondire il metodo, lo studio ne ha certamente guadagnato in comprensione e rapidità.
Tra i testi pubblicati dai docenti formatori io trovo indispensabili questi titoli, non solo per chi si avvicina per la prima volta, ma anche per i docenti più esperti che si troveranno a riconsultarli costantemente in cerca di conferme e strumenti:
– E. Golinelli, S. Minuto, Amano leggere, sanno scrivere
Si tratta di un agile manualetto che condensa in modo sintetico ed operativo gli aspetti salienti del laboratorio di lettura e di scrittura, dalle premesse e dalle riflessioni necessarie per un docente che intende compiere questo “viaggio”, passando per le varie fasi del laboratorio con tutti i suoi strumenti indispensabili (routine, organizzazione dei tempi, minilesson, taccuino, mentor text e consulenze), fino ad arrivare alle tappe finali dedicate alla valutazione e all’autovalutazione.
– J. Poletti Riz, Scrittori si diventa. Metodi e percorsi operativi per un laboratorio di scrittura in classe
Un manuale denso ed efficace, scritto da colei che per prima ha importato in Italia il WRW. Il testo è dedicato esclusivamente al laboratorio di scrittura e all’interno ne va ad approfondire gli aspetti fondamentali, dalla pianificazione alla valutazione. I suoi punti di forza, oltre alla chiarezza all’approfondimento, sono le schede da poter adattare alle proprie classi e gli esempi riportati, rispetto ai quali confrontare le proprie esperienze passate e su cui modellare quelle future.
– J. Poletti Riz, S. Pognante, Educare alla lettura con il WRW. Metodi e strumenti per la scuola secondaria di I grado
Questo testo va a completare la riflessione di Scrittori si diventa, approfondendo il laboratorio di lettura che nel primo era solo accennato. Si ritrovano anche qui gli stessi punti di forza che avevo riconosciuto nel precedente, arricchiti anche da organizzatori grafici che possono essere utilizzati per sperimentare prima su noi stessi le strategie di lettura più efficaci, per poi proporle ai ragazzi.

4. L. Cavadini, L De Martin, A. Pianigiani, Leggere, comprendere, condividere4
Questo piccolo manualetto è probabilmente il testo che più ho consultato in maniera ricorsiva in questi anni.
Il suo obiettivo è guidare i docenti nella costruzione del laboratorio di lettura nelle sue componenti fondamentali, ma a differenza dei testi citati precedentemente, qui il docente può trovare una selezione di strategie di lettura profonda, per far sì che gli studenti diventino lettori competenti e la classe si trasformi in una comunità ermeneutica.
Gli aspetti che più ho apprezzato di questo manuale sono l’efficacia e l’operatività:
– le strategie sono organizzate intorno agli elementi testuali più rilevanti per la comprensione del testo (la struttura, il narratore, i personaggi, il setting, il conflitto, i simboli e i temi);
– sono tutte accompagnante dagli inconfondibili organizzatori grafici di De Martin;
– sono proposte in ordine di complessità e con indicazioni chiare sulle modalità di proposta.

5. F. Serafini, Around the Reading Workshop in 180 Days5
Il famoso “testo della mongolfiera” è uno strumento imprescindibile per chiunque voglia proporre il laboratorio di lettura in classe.
Qui ritroverete la chiarezza e l’operatività che già ho rilevato negli altri manuali: Serafini propone infatti il laboratorio mese per mese, con tappe chiare e ben definite, così da accompagnare i docenti in una pianificazione efficace dell’intero anno scolastico.
In queste settimane è uscita finalmente anche l’edizione italiana Leggere giorno per giorno con una prefazione di Poletti Riz; un altro testo fondamentale del WRW può avere piena diffusione, senza più l’ostacolo della lingua.

NON SOLO LIBRI
Ovviamente, oltre a questi testi per me imprescindibili, restano altri 5 strumenti fondamentali:
1. Il sito https://www.italianwritingteachers.it/
Raccoglie tanto materiale utile per la proposta fattiva in classe, ma anche per la riflessione didattica.
Attenzione: non si tratta di un sito di “attività pronte all’uso”, perché non è questo il WRW.
Dietro ogni proposta c’è una riflessione profonda sugli obiettivi da raggiungere e le strategie da utilizzare rispetto agli alunni e alle alunne con cui si lavora. All’interno trovate anche una sezione dedicata al glossario, per superare il gap iniziale della terminologia specifica, e una pagina dedicata alla bibliografia per avviare la biblioteca di classe in ogni ordine di scuola.
2. La pagina Facebook del gruppo
Non solo permette un confronto costante e diretto con gli insegnanti amministratori, ma che consente anche di andare a recuperare esperienze di altri docenti, per poter comprendere più da vicino come hanno nel concreto lavorato e quali difficoltà hanno incontrato.
Consiglio in questo caso, laddove si trovino attività o percorsi vicini alle nostre proposte, di andare a leggere con grande attenzione i commenti, perché proprio lì di solito si nascondono i suggerimenti e gli scambi più preziosi.
3. La formazione in presenza
Il poter incontrare e lavorare dal vivo coi docenti formatori del metodo è un’esperienza da non farsi mancare. Il confronto e il lavoro diretto sui testi, guidato da loro, consente anche al docente più esperto di assistere dal vivo al “come si fa”, oltre che permettere di fare domande che difficilmente potrebbero essere soddisfatte in modo altrettanto esaustivo on line.
4. La formazione online
Ormai sono tante le case editrici e/o gli enti di promozione della lettura che organizzazioni formazioni a distanza in modalità sincrona o asincrona sui diversi aspetti della didattica WRW. Basta una piccola ricerca online e troverete numerose proposte di qualità, che vanno incontro alle esigenze di formazione iniziale o avanzata.
5. Le antologie curate da docenti WRW
Io e le mie colleghe non adottiamo da diversi anni l’antologia (ne avevo parlato qui), ma consultiamo sempre con interesse i testi che ci vengono proposti dai rappresentanti delle varie case editrici, per riflettere sia sulla selezione di testi da loro proposti, sia per ragionare sulle strategie di lettura e scrittura applicate.
Ora non avete più scuse: se il vostro desiderio è avvicinarvi o approfondire il WRW, avete davvero l’imbarazzo della scelta per studiare con metodo e rigore da qui all’inizio del nuovo anno scolastico, quando potrete iniziare a muovere dal vivo i primi passi in classe, per passare dalla teoria alla pratica. Buono studio!
- A. Chambers, Il lettore infinito, trad. di G. Zucchini, Modena, Equilibri, 2015. ↩︎
- N. Atwell, In the Middle. A Lifetime of Learning About Writing, Reading, and Adolescents, Third Edition, Portsmouth, Heinemann, 2015.
N. Atwell, A. Atwell Merkel, La zona di lettura. Come aiutare i ragazzi e le ragazze a diventare lettori abili, appassionati, abituali, critici, trad. di A. Nesti, Torino, Loescher, 2022. ↩︎ - E. Golinelli, S. Minuto, Amano leggere, sanno scrivere, Milano, Pearson, 2019.
J. Poletti Riz, Scrittori si diventa. Metodi e percorsi operativi per un laboratorio di scrittura in classe, Trento, Erickson, 2017.
J. Poletti Riz, S. Pognante, Educare alla lettura con il WRW – Writing and Reading Workshop. Metodo e strumenti per la scuola secondaria di primo grado, Trento, Erickson, 2022.
↩︎ - L. Cavadini, L. De Martin, A. Pianigiani, Leggere, comprendere, condividere. Guida all’analisi del testo con la metodologia didattica delle Italian Writing Teachers, Milano, Pearson, 2021. ↩︎
- F. Serafini, Around the Reading Workshop in 180 Days. A Month-by-Month Guide to Effective Instruction, Portsmouth, Heinemann, 2006.
F. Serafini, Leggere giorno per giorno. Lettori e lettrici nel laboratorio di lettura, trad. di R. Colombo e V. Cassino, Modena, Equilibri, 2024. ↩︎





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