Il nemico, scritto da Davide Calì e illustrato da Serge Bloch (Terre di Mezzo, 2013), è un testo che da anni occupa un posto privilegiato nella mia personalissima lista di “Albi illustrati imperdibili”. Nel momento in cui in III affronto il modulo di letteratura dedicato alla I Guerra Mondiale, questo libro diventa uno dei protagonisti indiscussi insieme alle lettere dei soldati dal fronte, alle pagine di Un anno sull’altipiano di Lussu e alle poesie di Ungaretti. Nulla vieta, però, di portarlo anche in altre classi e in altri momenti perché quella che ci viene raccontata è LA guerra, con tutte le sue contraddizioni.

La storia è apparentemente semplice: due soldati sono da tempo soli nelle loro trincee, l’uno contro l’altro. Giorno dopo giorno ripetono le medesime azioni, convinti che il nemico sia un essere mostruoso, bestiale, capace dei crimini più efferati, come dice il manuale che è stato consegnato loro all’inizio della guerra.

Col tempo cresce però il desiderio di tornare a casa dalle loro famiglie, tanto che in una notte senza luna decidono di mascherarsi l’uno da cespuglio e l’altro da leone e di avvicinarsi alla trincea nemica per uccidere l’avversario e porre così fine alla guerra. Ma quando arrivano l’uno nella trincea dell’altro, ciò che trovano è un buco vuoto, con oggetti identici ai propri: carne secca e barrette di vitamine, fotografie della propria famiglia e lo stesso identico manuale di guerra che presenta un’unica differenza: la foto del nemico da uccidere.

Il velo di Maya cade e l’Altro perde la maschera del nemico costruita ad hoc.

A questo punto il soldato, dal cui punto di vista ci è raccontata l’intera vicenda, decide di porre fine alla guerra e di lanciare nel buco dell’altro una bottiglia di plastica con all’interno un biglietto di cui non ci viene svelato il contenuto.

Il libro si conclude così, anche se la vicenda fa in realtà un ulteriore passo in avanti nel risguardo finale di copertina, di cui avremo modo di parlare poi. 

Lascio qui il link a una videolettura del libro che si trova su Youtube, perché possiate leggerlo integralmente1.

Il racconto di per sé è piuttosto lineare, ma se si affrontano il testo e le immagini attraverso un processo di lettura profonda, se ne possono cogliere e investigare i molteplici significati stratificati.

Come già sapete se avete letto in questi mesi i miei articoli, quest’anno ho due classi III. Con una di esse ho lavorato in italiano per tutti e tre gli anni secondo il metodo del WRW, mentre con l’altra avevo solo le materie di studio.

Inevitabilmente le esperienze di lettura e scrittura proposte fin qui agli alunni – pur seguendo linee comuni e perseguendo i medesimi obiettivi – hanno percorso strade diverse: nell’una abbiamo da tempo routine e strategie di lettura e scrittura ormai condivise e consolidate2, mentre nell’altra le abbiamo costruite insieme in questi mesi, andando a riprendere e rafforzare le conoscenze e le competenze che già possedevano.

Questo preambolo per dire che il traguardo finale da raggiungere – la stesura del commento letterario dell’albo – è stato lo stesso, ma in una classe i ragazzi si sono dimostrati da subito più autonomi, mentre nell’altra ho proposto il percorso in modo più strutturato e guidato, richiamando in modo esplicito alla loro mente le strategie di lettura che a inizio anno abbiamo imparato ad applicare alla decodifica del testo narrativo (qui l’articolo con il racconto dell’esperienza).

In entrambi i casi ci sono dei prerequisiti che gli alunni devono possedere con una certa consapevolezza, se li si vuole condurre alla stesura del testo in tempi non troppo lunghi:

RW
(Reading Workshop)
– conoscere le caratteristiche peculiari degli albi illustrati dal punto di vista testuale e iconografico;

– saper fare ipotesi e previsioni attraverso una lettura critica della copertina e dei risguardi;

– saper ricostruire le vicende principali, attraverso la montagna della storia;

– saper analizzare personaggi, setting, temi e simboli, raccogliendo le informazioni esplicite e inferendo quelle implicite;

– saper esprimere impressioni, connessioni e domande personali.
 
WW
(Writing Workshop)

– Saper scrivere un commento letterario seguendo una scaletta costruita insieme;

– saper organizzare il proprio testo in paragrafi coerenti e coesi;

– saper argomentare le proprie osservazioni attraverso puntuali riferimenti al testo.

La fase di lettura (RW) è stata condotta prevalentemente in modo collegiale (parte in plenaria, parte in piccolo gruppo), facendo un intenso lavoro di thinking aloud, in modo che tutti potessero fare tesoro delle riflessioni degli altri.

La condivisione orale è stata affiancata dal lavoro individuale e a piccolo gruppo sul taccuino.

Il laboratorio di scrittura (WW), invece, è stato svolto individualmente su un documento condiviso su Classroom, grazie alla disponibilità dei Chromebook, cosicché in fase di revisione le consulenze mie e dei compagni in presenza fossero affiancate anche dai miei consigli di scrittura da remoto.

– Osservazione della copertina e ipotesi sul contenuto in modalità collegiale;

lettura ad alta voce dell’albo: tutti davanti alla cattedra per osservare da vicino le immagini;

– condivisione collegiale delle prime impressioni, connessioni e domande sul testo e sulle immagini;

riletture individuali dell’albo3 finalizzate alla redazione di una breve sintesi della vicenda attraverso la montagna della storia e annotazione sul taccuino dei 3 aspetti testuali e/o iconografici da cui sono stati più colpiti;

Qui il lavoro tra le due classi si è leggermente modificato.

In quella più esperta in WRW, ho chiesto di lavorare a piccoli gruppi su alcuni elementi  che erano stati citati nel dibattito collegiale iniziale come portatori di un significato simbolico. Gli studenti hanno annotato le loro osservazioni sul taccuino, compilando la tabella seguente, e al termine del lavoro abbiamo condiviso le osservazioni emerse, mettendole alla prova con richiami costanti al testo:

SIMBOLODOVE COMPARE E CON CHE CARATTERISTICHEVALORE SIMBOLICO
  COLORE ROSSO    
  IL MANUALE    
  IL NEMICO    
  OGGETTI NON VEROSIMILI NELLA I GM    
  I SOLDATI NEI RISGUARDI DI COPERTINA    

Nell’altra classe, invece, abbiamo ripreso a ragionare ad alta voce, seguendo come “scaletta” i punti che già avevamo individuato per l’analisi del testo in prosa: personaggi, setting, temi, simboli.

In entrambe abbiamo poi costruito insieme la “scaletta” da seguire per la stesura del commento letterario; anche in questo ambito, però, il lavoro è stato leggermente diverso tra le due classi; con la classe “esperta” non abbiamo costruito una vera e propria scaletta rigida, ma abbiamo individuato insieme i principali punti da toccare e ho lavorato con loro affinché fossero in grado di intrecciare impressioni, connessioni e domande con le loro osservazioni più legate all’analisi del testo.

Con l’altra classe, invece, abbiamo costruito una scaletta più rigida, vicina a quella che loro avevano già utilizzato nei primi mesi di scuola per il commento letterario del testo in prosa; in questo caso ho cercato di perseguire una maggiore flessibilità negli alunni più consapevoli e autonomi, attraverso le consulenze individuali.

Abbiamo poi proseguito con la scrittura individuale con consulenze: il laboratorio di scrittura non ha previsto una fase iniziale di immersione perché i ragazzi, in tempi diversi, erano già entrati in contatto col commento letterario del testo in prosa e quindi lo avevano ancora vivo in memoria nelle sue caratteristiche peculiari, che abbiamo richiamato nel momento in cui abbiamo ragionato insieme sui punti da toccare in scaletta.

Proverò ora a guidarvi nella lettura dell’albo, facendovi entrare “in classe”: non potendo riportare le osservazioni che i ragazzi e le ragazze hanno fatto emergere prima ad alta voce e poi nei loro commenti letterari, ho deciso di riprodurre in un video almeno le domande (e alcune risposte) attraverso le quali ho cercato di guidarli nei loro ragionamenti.

Nel WRW, infatti, il docente è più portatore di domande che di risposte4: ad ogni loro risposta ai miei stimoli, immaginatevi la mia voce che chiede costantemente “Come lo sai?”5, per far sì che gli alunni si abituino ad argomentare le loro affermazioni attraverso il testo stesso.

Voi provate a immaginare dietro la mia voce i loro pensieri e le loro parole: il WRW permette di trasformare la classe in una grande comunica ermeneutica che negozia prima e costruisce poi i significati.  Una vera palestra di lettura profonda.

  1. L’edizione qui presentata differisce da quella letta in classe solo per la copertina, aspetto su cui può diventare interessante ragionare coi ragazzi stessi. ↩︎
  2. Come ci ricorda anche A. Chambers in Il lettore infinito (Equilibri, 2015, p. 87), “Dal momento che ogni lettura si basa su quello che il lettore ha già letto in precdenza, maggiore è la varietà di parole, frasi e testi già in archivio, maggiore sarà la capacità di decodificare un nuovo testo. Maggiore è la quantità di riferimenti immagazzinati nel proprio archivio mentale, maggiore sarà la competenza del lettore e, di conseguenza, migliore sarà la sua capacità di lettura.” ↩︎
  3. Ogni studente, dotato di Chromebook, ha potuto rileggere più volte e soffermarsi  sulle singole tavole, grazie alla condivisione su Classroom della video lettura inserita anche in questo articolo. ↩︎
  4. “L’insegnante-lettore dovrebbe avere sempre presente questo circolo virtuoso tipico della mente dei lettori curiosi e attivi, e diventare un generatore e raccoglitore di domande, sia durante la lettura ad alta voce sia durante la discussione successiva. Prima e durante la lettura, il docente deve prevedere d’impiegare una parte consistente del suo thinking talking per generare domande e tentare di darsi risposte, sempre suscettibili di revisione.” L. Cavadini, L. De Martin, A. Pianigiani, Leggere, comprenere, condividere, Milano, Pearson, 2021, p. 24. ↩︎
  5. A. Chambers, Il lettore infinito, Modena, Equilibri, 2015, pp. 150-153. ↩︎

Lascia un commento

ALTRI ARTICOLI