Finalmente sul blog un articolo a due mani, in cui io e l’amico e collega Marco Morra raccontiamo come abbiamo progettato e realizzato un laboratorio sulle fonti in cui si sono intrecciate analisi storiografica, storytelling e uso dell’Intelligenza Artificiale.

Spoileriamo subito il finale: è stato un percorso ben riuscito, che ci ha permesso di raggiungere con una certa soddisfazione gli obiettivi didattici che ci eravamo prefissati, anche grazie allo spirito di squadra che ci ha contraddistinti.

Prima di iniziare, due precisazioni:

per la parte testuale Copilot che offre la possibilità di utilizzare una versione di prova gratuita (con un limite di tentativi) senza bisogno di registrazione;

per la creazione di immagini ci siamo avvalsi di  Canva, che nella sezione “strumenti magici” offre l’opportunità di creare immagini attraverso prompt testuali. Canva offre un piano speciale e gratuito per le scuole e garantisce la privacy dei dati. Per accedere all’opzione di Canva per la scuola, qualora non ci sia già nel vostro Istituto, vi consigliamo di fare richiesta all’animatore digitale scolastico. La procedura è molto semplice e offre numerosi vantaggi.

2. Per formarci all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e alle sue funzionalità didattiche, abbiamo frequentato il corso di formazione Intelligenza Artificiale a Supporto della Didattica” organizzato grazie alla partnership tra la scuola e SGR (Società Gas Rimini); il formatore Stefano Stambazzi ci ha illustrato come utilizzare in maniera efficace fuori e dentro l’aula i principali strumenti attualmente disponibili in rete.

Abbiamo partecipato inoltre a un laboratorio specifico sul tema, organizzato dall’Equipe Formativa Territoriale Emilia Romagna e tenuto da Chiara Ferronato: AI (intelligenza artificiale). Cosa può portare già oggi in classe. Esempi e spunti per le scuole1.

– saper analizzare fonti scritte primarie, ricavandone informazioni esplicite e implicite;

– saper consultare un archivio storico digitale;

– saper utilizzare in modo consapevole ed efficace un programma di Intelligenza Artificiale Generativa;

– saper rielaborare in modo personale, originale, ma verosimile le informazioni storiche relative alla I Guerra Mondiale apprese sia attraverso lo studio, sia attraverso la lettura delle fonti scritte;

– saper scrivere lettere rispettose del genere letterario e verosimili dal punto di vista storico e linguistico.

COSACHIMATERIALI / STRUMENTITEMPI
1.Introduzione al tema: l’importanza delle lettere e delle cartoline dal fronte. Posta civile e posta militare. Censura.Docente   Gli alunni prendono appunti sul loro quadernoLezione frontale con PowerPoint esplicativo.    20 minuti
2.Lettura e analisi di lettere dal fronte distribuite in 4 stazioni    Alunni divisi in gruppi da 3 o 4Lettere dal fronte in fotocopia;   tabelle per raccolta informazioni esplicite e implicite  2 ore
3.Ricerca nell’archivio digitale dei caduti italiani nella I guerra mondiale   Confronto collegialeAlunni individualmentePC con connessione a Internet; carte d’identità in fotocopia dei mittenti delle lettere da loro precedentemente analizzate1 ora
4.Laboratorio di scrittura diviso in due sessioni parallele: scrittura individuale o a coppie; scrittura con uso di AI.   Condivisione su PadletUn docente lavora con il gruppo di scrittura senza AI, mentre l’altro gestisce il gruppo di scrittura con AIPC con connessione a Internet (Copilot, Documento Google, Padlet) per ogni alunno o coppia di alunni;
due aule a disposizione per lavorare in parallelo.
2 ore
5.Generazione di fotografie dal o per il fronte con AIAlunni individualmente o a coppie, come per la scritturaPC con connessione a Internet (Canva) per ogni alunno o coppia di alunni  30 minuti
6.Confronto tra lettere scritte con e senza uso di AI. Autovalutazione e valutazione.Alunni individualmente PC con connessione a Internet per compilazione Modulo Google1 ora

Attraverso una breve lezione frontale accompagnata da un semplice PPT corredato da immagini, è stata spiegata alla classe l’importanza degli scambi epistolari durante la guerra e le modalità con cui gli stessi avvenivano.

Per prepararci a questa introduzione, abbiamo consultato il saggio Lettere della Grande Guerra. Messaggi, diari e memorie dall’Italia e dal mondo di L. Renzi (Milano, Il Saggiatore, 2021).

In questa fase il laboratorio di analisi storiografica è stato impostato “a isole”: la classe è stata divisa in gruppi da 3 o 4 alunni, a seconda del numero totale di alunni2.

Ogni gruppo ha avuto a disposizione circa 20 minuti per leggere le lettere della propria stazione, per poi passare a quelle successive.

Ogni stazione aveva ovviamente fonti scritte diverse che nella tabella seguente riassumiamo in modo sintetico, perché possa essere chiaro il criterio con cui abbiamo organizzato il lavoro; nel momento in cui però gli alunni accedevano a un’isola, non avevano alcuna idea di quale tipo di testo sarebbero andati a leggere.

Nella colonna di destra, trovate il link ai testi che erano a disposizione in ogni isola, una copia a testa per la lettura:

STAZIONECHI E COSALINK AL MATERIALE
1epistolario tra il soldato semianalfabeta Giuseppe Zucchini e la sua famiglia3 Giuseppe Zucchini
2lettere del soldato patriota Giorgio Rossi Giorgio Rossi
3lettera della crocerossina inglese Edith Cavell Edith Cavell
4lettere dei prigionieri di guerra Gaetano Rambaldi e Giordano Bruno MonariRambaldi & Monari 

Su Internet c’è un’amplia scelta di testi da consultare; noi abbiamo preferito utilizzare quelli proposti qui dal portale Storia e Memoria di Bologna, perché i ragazzi avrebbero poi potuto cercare nell’archivio lì presente le schede biografiche di alcuni dei mittenti delle lettere esaminate.

Per quanto riguarda, invece, la lettera della crocerossina Edith Cavell, abbiamo utilizzato quella presente in Lettere di grandi donne. Da Cleopatra a Greta Thunberg, la straordinaria corrispondenza di donne che hanno fatto la storia di L. Hawksley (Milano, 24ore cultura, 2023).

La lettura è stata accompagnata dalla compilazione della seguente tabella (qui il file PDF da scaricare). Ne sono state fornite 4 per ogni gruppo e i ragazzi dovevano alternarsi come compilatori, ovviamente confrontandosi sempre tutti insieme sulle informazioni da inserire in modo sintetico.

A questo punto abbiamo confrontato in plenaria le informazioni emerse4 e siamo andati alla ricerca di dati biografici più precisi per scoprire cosa ne fosse stato dei soldati incontrati e dell’infermiera Edith Cavell e compilare così le loro carte d’identità incollate sul quaderno (qui il file PDF da scaricare).

Per i soldati, abbiamo proposto loro la consultazione della Banca Dati dei Caduti e Dispersi 1ª Guerra Mondiale del Ministero della Difesa.

Dobbiamo riconoscere che raramente li abbiamo visti così concentrati e attenti: in caso di omonimia era infatti necessario incrociare le informazioni presenti nell’archivio con quelle emerse dalle lettere che erano a loro disposizione e questo li ha costretti a ragionare e confrontarsi.

Per Giuseppe Zucchini, ad esempio, hanno innanzitutto usato il riferimento geografico (Budrio) presente nella lettera inviatagli dalla famiglia, ma per avere la totale certezza, sono risaliti alla corretta paternità, ricordandosi che nelle lettere veniva citato un altro fratello al fronte chiamato Gigetto. Hanno ipotizzato che fosse il vezzeggiativo di Luigi e così sono arrivati alla paternità di entrambi, necessaria per sciogliere l’omonimia.

Quando sono arrivati a Giordano Bruno Monari, non hanno trovato alcun nominativo: si sono chiesti il perché e hanno compreso che semplicemente non era morto in guerra, ma era sopravvissuto alla prigionia.

Nel caso di Giorgio Rossi è stato ancor più difficile scegliere quale fosse quello giusto; il ragionamento si è focalizzato sull’unico altro dato a loro disposizione: le date delle lettere. Era plausibile che fosse il Giorgio Rossi morto in guerra qualche anno dopo l’ultima lettera da noi esaminata? In tal caso avremmo dovuto possedere altre missive del giovane soldato emiliano. Dunque doveva essere quel Giorgio Rossi morto in battaglia proprio il giorno successivo all’ultima lettera inviata.

Per Edith Cavell, è stato invece necessario fare una ricerca su Google e lì hanno potuto scoprire che anche le crocerossine rischiavano la vita al fronte, proprio come i soldati.

A questo punto siamo potuti andare sul portale Storia e Memoria di Bologna, dove hanno potuto verificare le informazioni inserite e arricchirle di dati ancor più precisi (professione, stato civile, informazioni personali attraverso articoli di giornali), cercando i nominativi dei soldati all’interno dell’archivio.

In questa fase, cuore dell’esperienza, abbiamo diviso la classe in due gruppi, collocati in due aule differenti, ciascuna con uno di noi. La consegna è stata la medesima per entrambi i gruppi, ma ciò che li ha contraddistinti è stata la modalità di lavoro: un gruppo ha scritto attraverso l’Intelligenza artificiale, mentre l’altro ha utilizzato il supporto del PC solo per la digitalizzazione del testo.

Prima però di dare avvio al laboratorio di scrittura, abbiamo condiviso con loro i criteri di valutazione che avrebbero dovuto tenere a mente in fase di produzione sia del testo sia della fotografia da allegare ad entrambi i testi richiesti:

CRITERIDESCRITTORI
verosimiglianza storica  i contenuti della lettera sono coerenti con il contesto storico della I GM
verosimiglianza e coerenza linguistica  lo stile e le scelte lessicali sono coerenti con il mittente delineato in prescrittura e con il periodo storico di riferimento
originalità, ricchezza e soggettività del contenuto  emergono i pensieri e le emozioni del mittente attraverso adeguate strategie di scrittura;
emerge un punto di vista personale sulla guerra;
viene toccata una varietà di temi
FASE 1
SCRITTURA CON AISCRITTURA SENZA AI
CONSEGNA
Immagina di essere al fronte e di scrivere una lettera alla tua famiglia.
Puoi ispirarti a uno dei 4 mittenti delle fonti esaminate: crocerossina, prigioniero di guerra, soldato semianalfabeta, soldato alfabetizzato.  

PRESCRITTURA
Prima d’iniziare a scrivere, costruisci il personaggio, in modo che la tua lettere possa essere verosimile e coerente con il tuo mittente sia dal punto di vista del contenuto, sia da quello dello stile:  

NOME E COGNOME
ETÀ
PROVENIENZA
PROFESSIONE PRIMA DELLA GUERRA
FAMIGLIA
GRADO DI ALFABETIZZAZIONE
RUOLO IN GUERRA  
  In questa fase è stato necessario definire come creare dei prompt efficaci; un prompt è una descrizione o input che diamo all’intelligenza artificiale generativa.
I prompt influenzano l’output dell’IA.
Una buona formulazione può portare a risultati più accurati e creativi.

Come creare prompt efficaci:

Specificità: sii chiaro e specifico nel prompt. Ad esempio, invece di “scrivi una lettera di un soldato”, prova “scrivi una lettera di un soldato pugliese di 22 anni durante la Prima Guerra Mondiale”

Dettagli: aggiungi dettagli importanti. Ad esempio, “il soldato appartiene all’alta borghesia dell’epoca, ha un buon grado d’istruzione”.

Esperimenti: prova diverse formulazioni per vedere quale funziona meglio.
Anche in questo contesto vale sempre la buona regola delle 5W.

In questa fase gli alunni si sono dimostrati molto curiosi e proattivi, con la voglia di sperimentare e non di accontentarsi del primo risultato.
In alcuni casi hanno “personalizzato” il testo creato con AI aggiungendo parole o espressioni che ritenevano più opportune, dimostrando di saper gestire lo strumento in base al risultato che volevano ottenere.
  Gli alunni si sono dimostrati autonomi e capaci. Hanno consultato Internet laddove hanno espresso il desiderio di approfondire alcuni aspetti sui cui non ci eravamo concentrati nelle lezioni di storia e che riguardavano nozioni di storia sociale dell’epoca: “Ma cosa mangiavano in trincea?” “Prof., il nostro soldato viene dal Piemonte, possiamo andare a cercare su Internet alcune espressioni del dialetto torinese da inserire nella lettera?” “Ma all’epoca è verosimile che un soldato avesse un mutuo con la banca per pagare la casa?” “Prof., ma da quando si è iniziato a usare la parola pettegolezzo? Posso scriverla?” “Cosa mandavano le famiglie nei pacchi che spedivano in trincea?” “Posso chiamare il fratellino Tommy?” “Che nomi davano all’epoca agli animali domestici?”  
  Generare una fotografia da allegare alla propria lettera con gli Strumenti magici di Canva.  
  Trascrizione del proprio testo su un Padlet condiviso, a cui allegare anche la fotografia generata.  
Link al Padlet L’AI in trinceaLink al Padlet Immagina di essere in trincea…
FASE 2
SCRITTURA CON AISCRITTURA SENZA AI
CONSEGNA  
Immagina di essere un familiare di un soldato o di una crocerossina al fronte della IGM e di dover rispondere a una lettera ricevuta dal lontano parente.   Prima d’iniziare a scrivere, riprendi le informazioni di contesto che avevi creato al momento della stesura della prima lettera ed eventualmente arricchiscile, in modo che la tua missiva possa essere verosimile e coerente con il mittente:    
  Generazione di una fotografia di allegare alla propria lettera con gli Strumenti magici di Canva.  
Trascrizione del proprio testo su un Padlet condiviso, a cui allegare anche la fotografia generata.            
Link al Padlet Le famiglie rispondono con l’AILink al Padlet Le famiglie rispondono

Al termine del percorso abbiamo creato un momento di riflessione, affinché i ragazzi avessero modo prima di mettere a confronto le lettere da loro prodotte con e senza AI per ragionare con cognizione di causa sui punti di forza e di debolezza delle due differenti modalità di scrittura, secondariamente di valutare il percorso e autovalutare il loro operato.

Abbiamo dunque somministrato loro un Modulo Google così strutturato:

Questi gli esiti delle due classi5, che sono stati condivisi con loro:

L’aspetto che più ci ha colpito di questi dati e che è emerso anche a voce con la condivisione è stata l’empatia che i ragazzi hanno provato nel momento in cui hanno conosciuto davvero le vite di alcuni soldati, attraverso le loro lettere prima e la ricerca d’archivio poi. Questa emozione è cresciuta ancor più quando hanno dovuto calarsi nei loro panni, scrivendo a loro volta una lettera.

Quei soldati non erano più numeri caduti per la patria, erano persone, avevano acquisito un volto, una storia, dei sogni e questo fa tutta la differenza.

  1. Ultimamente l’offerta formativa sull’Intelligenza Artificiale si sta ampliando sensibilmente, a breve partirà un ciclo di appuntamenti gratuito in live streaming organizzato da Rizzoli Education: “Intelligenza artificiale nella didattica”. ↩︎
  2. In una delle nostre classi III gli alunni sono 16 e quindi abbiamo potuto costituire perfettamente 4 gruppi che coincidevano con le 4 stazioni, mentre nell’altra classe gli alunni sono 19, perciò abbiamo creato 6 gruppi – 5 da 3 alunni e uno da 4 – sdoppiando due stazioni e monitorando con più attenzione i passaggi dei vari gruppi da una stazione all’altra in modo tale che non si sovrapponessero. ↩︎
  3. L’ultima lettera presentava una data errata, in quanto posteriore a quella di morte. Ho deciso, dunque, d’inserire la dicitura [data incerta]. ↩︎
  4. Con qualche ora in più a disposizione sarebbe stato interessate usare le informazioni della tabella per far scrivere ai ragazzi delle vere e proprie schede biografiche. Questo li avrebbe certamente costretti a rileggere con ancor più attenzione le lettere prese in esame. ↩︎
  5. Gli alunni che hanno completato il Modulo Google tra le due classi sono 29, poiché molti erano assenti. ↩︎

2 risposte a “Lettere dal fronte e Intelligenza Artificiale: laboratorio di scrittura”

  1. Che meraviglioso lavoro! Ti ringrazio moltissimo per la condivisione

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