C. Carminati, Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans, Bompiani, 2018.

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con la poesia, perché mi faceva sentire inadeguata.

Per una come me, che ha da sempre paura di sbagliare, la poesia era un qualcosa di attraente, ma allo stesso tempo di impenetrabile. Avevo bisogno che qualcuno me la spiegasse, per essere certa di non avere frainteso, di aver capito tutto.

L’ho pensato soprattutto al Liceo: ricordo ancora un’analisi del testo in II in cui il prof. dell’epoca ci chiese di analizzare un componimento di cui non ricordo né titolo né autore. Ciò che ricordo, però, è che io provai a interpretarlo a modo mio, legandomi alle parole del testo e cercando in modo logico di visualizzarlo e comprenderlo.

Ma non andò bene.

“Non è questo che l’autore voleva dire”.

E io cosa potevo sapere di cosa un autore a me sconosciuto volesse dirmi, se non quello che le sue parole mi comunicavano?

Da qui la diffidenza è cresciuta, tanto da tenermene sempre un po’ lontana, se non laddove ci fosse un intermediario – generalmente l’insegnante o il libro di letteratura – a spiegarmi come io dovevo leggere quelle parole.

Sarà che poi sono cresciuta, sarà che ho imparato a tenere a bada la paura di sbagliare, sarà che ho incontrato da sola poesie che mi hanno chiamata e toccata, senza essere in dovere di spiegare niente a nessuno e da lì qualcosa è cambiato.

La prima raccolta che in assoluto ha fatto breccia in me è stata l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e da lì un tuffo in un mondo nuovo.

Quando sono diventata insegnante al I grado, però, il problema si è riproposto: come avvicinare i ragazzi alla lettura della poesia?

Alla luce del mio percorso personale, ero certa degli obiettivi che avrei voluto perseguire:

  • permettere agli alunni di leggere con curiosità testi poetici, coinvolgendoli nella decodifica del testo e nella espressione delle loro personali opinioni, senza cadere nella paura di sbagliare;
  • non finalizzare la lettura di poesia alla mera analisi del testo;
  • ampliare il ventaglio degli autori e delle autrici da proporre, non limitandomi ai classici della storia della letteratura.

Ma come raggiungerli?

Nella mia esperienza di didattica trasmissiva, non avevo appigli a cui rifarmi e infatti nei primi due anni d’insegnamento mi sono limitata ad affrontare la poesia solo in contesti a me noti, come la poesia di guerra in III o l’epica in I.

Poi è arrivato il WRW e tutto è cambiato, ma non è questa la sede in cui voglio parlarne.

C’era poi un altro grande punto interrogativo: quale poesia? Quali autori e quali autrici proporre?

All’epoca ero assolutamente digiuna di letteratura per l’infanzia e nomi che poi mi sono diventati familiari mi erano del tutto sconosciuti. Nel tempo la mia biblioteca si è gradualmente arricchita di raccolte poetiche a cui ora sono molto legata e che considero piccole perle da preservare e far conoscere, non solo ai miei alunni. Per questo sul mio profilo Instagram Scolasticamenteblog ho ideato un piccolo rito – Poesie dei giorni dispari – in cui propongo a giorni alterni poesie per ragazzi e ragazze da me amate e che mi piacerebbe venissero conosciute da più persone possibili.

Eccomi dunque qui a suggervi i titoli delle 10 raccolte poetiche che in questi anni ho letto e riletto con più passione in classe e a casa.

Non trattandosi solo di ultime uscite, so bene che molte di queste sono già nelle vostre librerie domestiche e magari anche nelle biblioteche di classe, ma spero comunque che questa breve lista possa essere utile ai docenti che si stanno avvicinando ora alla didattica della poesia in classe, ma anche ai non addetti ai lavori che potranno trovare in questi versi un piccolo spazio per ritrovare parti di sé.

1.  C. Carminati, Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans, Bompiani, 2018. Illustrazioni di P. Valentinis.

Carminati non ha bisogno di alcuna presentazione: è un’istituzione nella letteratura per ragazzi in prosa e in versi. Suo è anche il saggio Perlaparola: bambini e ragazzi nelle stanze della poesia (Equilibri, 2011) attraverso il quale io e le mie colleghe abbiamo costruito il nostro primo percorso di poesia da proporre in classe.  Sua è la poesia citata all’inizio di questo mio articolo e posta anche all’inizio di questa stessa raccolta poetica, che parla in modo diretto e chiaro agli adolescenti.

Loro sono i destinatari privilegiati e loro è la voce che riecheggia in questi versi. Quegli stessi adolescenti che odiano “la poesia / perché è un insieme / di rime sceme”  (questa spesso è stata la loro unica esperienza poetica alla scuola primaria) ma che sentono altrettanto lontana la poesia degli autori classici “che mi indica col dito / perché sono lo stupido / che non ha capito”.

Dentro questa raccolta ci sono versi che abbracciano tutte le tematiche a loro più vicine: dalla scuola all’amicizia, dal corpo che cambia ai primi sentimenti che sbocciano. È una poesia del divenire, del crescere, che “viaggia, viaggia verso / verso dove non ha molta importanza / conta il tempo, il passo, la distanza.

2. S. Vecchini, Acerbo sarai tu, Topipittori, 2019. Illustrazioni di F. Chiacchio.

Poche raccolte sanno emozionarmi come questa. Anche in questo caso i versi sono dichiaratamente indirizzati agli adolescenti e loro è la voce che li anima, sin dal componimento in apertura che dà il titolo alla raccolta. Chi siamo noi adulti per dare etichette ai nostri adolescenti, per definirli “acerbi”? Chi siamo noi per conoscere il loro sentire, per giudicarlo?

L’essere stati a nostra volta adolescenti, in un tempo sempre troppo lontano, non ci autorizza a sapere e qui Vecchini ce lo ricorda.

È il mondo visto dai loro occhi, attraverso la forza delle loro emozioni dirompenti sia quando si accendono nella rabbia sia quando sprofondano nella malinconia. E le illustrazioni dai colori accesi e dal tratto duro ma ancora abbozzato di Chiacchio risaltano e fanno eco alle prole di Vecchini.

Sue anche le raccolte Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno e In mezzo alla fiaba, che non possono in alcun modo mancare in una biblioteca di poesie per ragazzi (e non solo).

3. I. Rigoli, A rifare il mondo, Bompiani, 2022. Illustrazioni di I. Faccioli.

Questa breve raccolta poetica prende il titolo dalla poesia in apertura che è un manifesto d’intenti. Dentro ci sono “le parole di legno / le parole di terra / le parole alte / le parole buone / le parole sciocche e quelle di sogno” che si rincorrono poi all’interno del libro e che portano noi lettori a indagare le piccole e grandi emozioni che vivevano e ancora vivono in noi. Spesso i versi prendono vita da un elemento della natura o da un rapporto d’affetto comune a tutti, per andare poi a indagare un sentire più profondo, ma sempre con uno stile piano, quotidiano, leggero, con piccoli bagliori d’inaspettato.

4. C. Norac, Il tuo nido, il mondo, Topipittori, 2022. Illustrazioni di aͷͷe herbauts e traduzione di S. Vecchini.

Ammetto che il poeta belga Norac, autore di libri e poesie per bambini e ragazzi, mi era sconosciuto prima che questa sua bella raccolta poetica mi capitasse tra le mani. Si tratta di un libro circolare in cui la poesia d’apertura dialoga con quella di chiusura, a ricordarci che “una poesia non è granché e, al tempo stesso, / è tutto l’universo” , è “quanto basta per partire / e fare una passeggiata o viaggiare verso una stella / con vista sul sogno, o su chi passa accanto.” E proprio un viaggio è quello che ci fa fare Nolac attraverso i suoi versi, un viaggio nella natura e, attraverso di essa, in noi, nelle nostre paure e nei nostri pensieri più profondi, con uno sguardo disilluso ma al contempo fiducioso.  

5. C. Carminati (a cura di), Quel che c’è sotto il cielo. Poesie del mondo che è in me, Mondadori, 2022. Illustrazioni di C. Manea.

In questa raccolta poetica curata da Carminati, troverete “un labirinto di poesie” di grandi autori del ‘900, da Caproni a Lamarque, da Ungaretti a Gualtieri, organizzati in sezioni tematiche che ripercorrono i quattro elementi: acqua, aria, fuoco e terra. All’inizio e all’interno di ognuna di esse troviamo brevi commenti di Carminati stessa, che ci guida attraverso i versi dei poeti, dipanando a poco a poco “il bandolo della matassa. Sarà una matassa destinata a dipanarsi pian piano, un verso dopo l’altro, disegnando col suo filo un cammino tra le parole dei poeti”.

Questo testo mi ha ricordato nel suo intento le raccolte curate in passato da Donatella Bisutti – L’albero delle parole prima e La poesia è un orecchio poi – seppure quest’ultime abbracciassero un arco temporale maggiore e avessero un’organizzazione interna differente. Ma se cercate raccolte poetiche che presentino una selezione di testi significativi anche per i ragazzi, fanno tutte al caso vostro.

6. C. Lorenzoni e P. Pace, Poesie per gente che va di fretta, Marcos Y Marcos, 2022. Illustrazioni di I. Voghera.

Questa raccolta poetica vi rivelerà la potenza degli haiku, i brevi componimenti di origine giapponese la cui storia e i cui segreti sono raccontati nella prefazione da Asuka Ozumi, traduttrice professionista, interprete e docente di lingua giapponese.

Qui troverete 200 haiku scritti da Lorenzoni e Pace che tradiscono il titolo della raccolta stessa: la brevità dei componimenti, infatti, e l’apparente facilità e leggerezza che trasudano, richiedono al lettore una pausa lunga, per far decantare le immagini allusive e inattese. Io ho amato assaporare questa raccolta a spizzichi e bocconi, aprendola ogni tanto casualmente per lasciarmi stupire dal caso.

Nelle ultime pagine un invito dei due autori che chiedono al lettore di cimentarsi nella scrittura di qualche haiku, partendo da un primo verso dato. Perché è vero ciò che loro scrivono:

“Negli anni abbiamo sperimentato che quando l’haiku arriva – in una classe, in un gruppo di adulti e bambini, a uditori di qualsiasi genere e provenienza – succede che tutti abbiano voglia di provare a comporli. Non è una cosa scontata. La poesia diciamo “occidentale” non è così agevole, così immediata. L’haiku si presenta con una forma semplice, e in queste occasioni c’è sempre qualcuno che se ne esce con tre versi che lasciano ammutoliti. Sembra una poesia vera. È una poesia vera.”

Provare per credere: i miei alunni mi hanno sempre piacevolmente stupita.

7. A. Ferrara, Fratture a legno vivo, Interno poesia, 2017.

Una frattura a legno verde è una frattura che si verifica in un osso giovane, morbido ed elastico, tipicamente quello dei bambini e degli adolescenti,  un osso che si piega e non si rompe. L’analogia coi giovani rami verdi, che si piega ma non si spezza completamente, è evidente.

Da questa metafora prende il titolo la prima raccolta poetica di Antonio Ferrara, famoso nel mondo della letteratura per bambini e ragazzi soprattutto per i suoi romanzi, che qui racconta le piccole grandi ferite della fanciullezza con una voce e uno sguardo adulti. Sono i ricordi a rivivere tra i suoi versi veloci, i ricordi di un uomo adulto che si volge al passato con sguardo mansueto per riordinare i pezzi e farci pace. La raccolta prende avvio da sua madre (“Soffi sotto la porta / o bussi sul vetro / ogni tanto / da chissà dove, / Mamma.”) e si chiude con un componimento testamento (i miei pensieri corrono veloci al Novissimum Testamentum di Sanguineti) in cui Ferrara ripercorre in un viaggio a ritroso la sua vita, fino a tornare all’”Io bambino solo. / Io piccolo che piango / le mie lacrime più belle.”

Non so se possa essere una raccolta da proporre anche ai ragazzi, ma so che questi versi parlano anche della giovinezza, seppur con una voce adulta.

Antonio Ferrara - Fratture a legno verde - BookBlister

8. S. Giarratana, Poesie di luce, MottaJunior, 2014. Illustrazioni di S. M. L. Possentini.

Il titolo di questa raccolta è un manifesto d’intenti, non mente: Giarratana, infatti, raccoglie qui tutte poesie che hanno in sé la luce, riverberata dalle illustrazioni di Possentini. Il libro segue una vita: dal miracolo del venire alla luce che ogni nascita porta con sé al “cono di luce” che si chiude quando un poeta esce di scena e torna nell’ombra.

Nel mezzo bagliori letterali e metaforici: dalla luminosità dei capelli, al lampo di un’idea, dalla faccia della luna alla luce di un ulivo in cui ritrovare il nonno che non c’è più.

Un viaggio attraverso piccoli momenti luminosi della vita di tutti, di cui spesso nemmeno ci rendiamo conto. Ma la poesia serve proprio a questo.

9. B. Tognolini, Rime di rabbia, Salani Editore, 2010. Illustrazioni di G. Orecchia.

Questo testo è un must have per bambini e ragazzi di tutte le età.

Quante volte da piccoli (e anche da grandi!) ci è stato detto: “Non ti arrabbiare!” “Non serve arrabbiarsi, dai!” “Sei sempre arrabbiato!”. Qui finalmente anche la poesia ci ricorda che la rabbia è un’emozione non solo legittima, ma potente, deflagrante, capace se non di cambiare il mondo, almeno di cambiare noi.

Queste 50 poesie, che sin dalla copertina sono definite “invettive”, tirano fuori dai denti le piccole e grandi ingiustizie che ognuno di noi, sin dalla più tenera fanciullezza ha potuto sperimentare ma che troppo spesso abbiamo mandato giù, come uno rospo troppo grande da digerire. Le rime che le caratterizzano, anziché dare loro il tratto della filastrocca fanciullesca, assegnano un ritmo battuto, che a volte assume il volto ironico e canzonatorio, altre volte quello dolente e sconsolato.

A chiudere  la raccolta una poesia manifesto per noi adulti, troppo spesso spaventati dalla rabbia dei bambini.

10. G. Quarenghi, La capra canta, Topipittori, 2021. Illustrazioni di L. Schiavon.

Celebri già da anni i suoi versi di E sulle case il cielo (Topipittori, 2015), in questa raccolta Quarenghi dà voce a “bambine e bambini di tutte le età” che senza filtri raccontano il piccolo grande mondo che li circonda, attraverso metafore potenti e pungenti. Bello vedere attraverso le sue parole come i piccoli ci guardano e ci vedono. Lo stile è fresco, vivace, diretto, schietto, proprio come i bambini e come le illustrazioni di Schiavon. È uno stile manifesto, come ci rivela la stessa autrice attraverso una citazione dello scrittore Antonio Porta posta in esergo: “Faccio poesia per vendicare tutti i bambini, quelli presenti, quelli passati (compreso me stesso), e quelli futuri, perché ai bambini viene impedito di reinventare linguisticamente il mondo come invece vorrebbero.

Quarenghi è riuscita nel suo intento.

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