Avere colleghi speciali è una fortuna, ma provare a costruire rapporti positivi, collaborativi ed efficaci è un dovere che dobbiamo perseguire noi insegnanti, per il bene dei ragazzi, ma anche nostro. Ne sono profondamente convinta.
Volete mettere trascorrere tutte le proprie giornate in un ambiente dove ognuno lavora solo ed esclusivamente per sé, senza fare rete, senza confronto e trovarsi invece a lavorare in un luogo fatto di relazioni significative – che non significa sempre e solo positive – dove veniamo conosciuti per quello che siamo e non solo per quello che facciamo e dove insieme proviamo a costruire qualcosa di buono, un giorno facendo squadra davanti alle difficoltà e l’altro gioendo per i piccoli traguardi raggiunti?
Io non credo che questi luoghi di lavoro esistano solo nelle favole né che dipendano solo ed esclusivamente da un caso favorevole. Credo invece che servano l’impegno individuale e la voglia di mettersi in gioco, magari iniziando da poche persone con cui c’è maggiore affinità, per poi insieme allargare il cerchio.
Che è poi il lavoro sulle relazioni che chiediamo di fare ai nostri alunni, quando si trovano a far parte di una nuova classe che si deve costruire nella quotidianità per e attraverso una didattica efficace, ma non solo.
Rapporti di questo tipo permettono di stare bene a scuola tutti i giorni, ma alcuni giorni più degli altri. Per esempio l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale: hai la prima ora in una classe e le altre due nell’altra e ti chiedi cosa fare.
Tombola? Kahoot? Lezione?
Ma poi arriva il tuo collega di sostegno che quelle tre ore le avrà in contemporanea alle tue nelle tue stesse classi, in sostituzione di colleghi partiti prima per raggiungere le famiglie lontane, e ti propone di fare qualcosa insieme.
E allora parte l’organizzazione che ci ha portati oggi a chiudere in bellezza con un bel BOOK SPEED DATE.
Di cosa si tratta?
“Lo speed date è un tipo di evento ideato per facilitare la conoscenza di nuove persone e potenziali partner, inventato negli anni novanta del XX secolo negli Stati Uniti. […] Viene organizzato in un luogo apposito, spesso con un numero di iscrizioni chiuso e proporzionato. I partecipanti sono fatti sedere uno di fronte all’altro in una fila di tavoli, e iniziano a parlare per cercare di conoscere e farsi conoscere in un limite di tempo prestabilito, che tipicamente si aggira intorno ai 200 secondi.
Negli speed date rivolti a un pubblico eterosessuale, gli uomini sono disposti in una fila e le donne in quella opposta. Le regole ed i cambi vengono dettati da uno speaker o moderatore. Scaduto il tempo, uno dei due si alza per accomodarsi al posto accanto, in rotazione (“round-robin”), e così via.”1
Ora aggiungeteci i libri e il gioco è fatto!
A quale pro?
Gli obiettivi sono facilmente intuibili:
– promuovere la conoscenza dei libri letti dai compagni per cercare nuovi titoli da mettere nella propria to read list;
– stimolare la capacità di parlare delle proprie letture in modo sintetico ed efficace;
– stimolare relazioni positive tra pari.
Nella fattispecie con questa attività mi sono proposta anche obiettivi più a lungo termine: tra le mie due classi, infatti, in questi tre anni non sempre sono intercorse relazioni positive, ma ho necessità che ne nascano, perché nel II quadrimestre ho intenzione di far svolgere loro un laboratorio di lettura sui libri dedicati alla II guerra mondiale, che prevedrà dei momenti di lavoro e confronto insieme. So già che se non promuovo e non curo da subito scambi positivi ed efficaci, il lavoro poi sarà molto più difficile.
Le regole basilari
Le regole sono le stesse degli speed date; noi le abbiamo adattate al numero elevato di alunni (36 studenti tra le due classi) e al tempo a disposizione (circa 1 ora, per permettere poi di giocare tutti insieme anche all’immancabile tombola natalizia):
– abbiamo utilizzato un ambiente polifunzionale del nostro Istituto, più capiente rispetto all’aula tradizionale (se non l’avete e volete coinvolgere più classi, potete utilizzare i corridoi o il giardino in primavera);
– abbiamo disposto le sedie in due file sfalsate – da una parte una classe e dall’altra l’altra classe – per permettere alle singole coppie di parlarsi senza disturbarsi.
Se ne avete la possibilità, potete usare anche i banchi per far poggiare i libro e la scheda;

– ogni alunno deve avere penna, scheda e libro; chi vuole può avere con sé anche il taccuino su cui ha preso eventuali appunti;

– ogni confronto l’abbiamo fatto durare 5 minuti. Noi insegnanti non siamo intervenuti se non per dettare il tempo: “cambio libro” dopo 2 minuti e mezzo per permettere all’altro studente di raccontare e “cambio postazione” per consentire il cambio posti. In tutto abbiamo fatto 7 turni.
– durante la presentazione, ciascun membro della coppia ha scritto sulla propria scheda il titolo del libro di cui ascoltava la presentazione e al termine ha annotato un sì o un no per valutare se inserirlo o meno nella lista dei libri da leggere in futuro.

Ha funzionato?
Io direi proprio di sì: gli alunni si sono divertiti, tutti hanno partecipato attivamente con le proprie capacità e competenze e il tempo è volato.
Ma soprattutto, tutti hanno ora una buona lista di titoli da leggere nei prossimi mesi perché si sa, un buon lettore sa sempre quale sarà il suo prossimo libro!

- Voce “Speed Date” su Wikipedia. ↩︎





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