Benedetto sia l’8 dicembre, con o senza ponte!

Voi lo percepite il profumo delle vacanze di Natale in arrivo?

Dopo due settimane di incastri causa influenze/pidocchi/virus dei miei piccoli, io sento il bisogno di cose leggere e facili.

Questa settimana, dunque, un articolo veloce, semplice e immediatamente spendibile.

I miei 3 #maipiùsenza per l’insegnamento della Geografia.

Vanno bene in qualunque classe, si possono adattare a diversi livelli di complessità e sono spendibili anche in storia.

Meglio di così…

Internazionale Kids non ha bisogno di alcuna mia presentazione.

Io sono abbonata da diversi anni e ne tengo sempre alcune copie in borsa da proporre agli alunni che si dimenticano a casa il libro di lettura individuale. Spesso ne ho utilizzato articoli per proporre approfondimenti ad hoc su argomenti affrontati in classe e la mia stessa adolescente per molti anni ne è stata lettrice.

Da quest’anno però fotocopio mensilmente la rubrica Giro del mondo e ne faccio attaccare una copia nel quaderno di geografia.

Do ai ragazzi 10 minuti per leggere tutte le notizie presentate e sottolineare le parole che non conoscono.

Dopodiché chiedo ad alcuni di loro di raccontare in estrema sintesi con le loro parole le notizie, un Paese ciascuno; insieme proviamo a ricostruire il significato delle eventuali parole sconosciute e io approfondisco le notizie stesse con riferimenti al passato, al contesto geografico di riferimento o a letture che affrontano tematiche simili.

In questi primi mesi di scuola le notizie provenienti dal mondo ci hanno permesso di discutere insieme di legalizzazione dell’aborto, reato di omosessualità, attivisti e cambiamento climatico, imparando così termini nuovi, esercitandoci nella comprensione del testo espositivo, nell’arte dell’argomentazione e dell’ascolto reciproco e aprendoci a problematiche fino a quel momento solo orecchiate dal mondo dei “grandi”.

Il fatto di aver reso questa pratica una routine (la prima lezione del mese) e di svolgerla sempre nello stesso modo (lettura – parole – esposizione – approfondimento) ha fatto sì che sia diventata un rito della nostra didattica e in quanto tale attesa e vissuta.

Ogni notizia è ben collegata al Paese di riferimento: questo crea familiarità con la geografia del mondo e abitua i ragazzi a collocare gli Stati a prescindere dal fatto che li abbiano già studiati. Io quest’anno ho geografia in una classe Terza e dunque l’attività diventa propedeutica per lo studio dei continenti, ma nulla vieta di costruire queste competenze già dalla classe I o addirittura dall’ultimo anno di scuola primaria, così da rendere gli studenti sempre più capaci di muoversi sul planisfero.

Conosciuto diversi anni fa grazie all’amica, collega e formatrice Letizia Mazzanti (prof.andthecity su Instagram), questo atlante storico mondiale interattivo è diventato uno strumento quotidiano nelle ore di storia, ma spesso anche in quelle di geografia.

Se Google Earth ci permette di viaggiare nel mondo, visionare foto satellitari da poter confrontare con le carte fisiche,  costruire itinerari e svolgere approfondimenti tematici legati ai luoghi, Geacron ci consente di viaggiare contemporaneamente nel tempo e nello spazio, osservando i cambiamenti che sono intercorsi nei confini politici lungo la linea del tempo.

Perfetto in storia sempre, questo strumento può essere utilizzato in geografia ogniqualvolta stiate approfondendo la storia di un Paese e vogliate osservare insieme ai ragazzi i cambiamenti, ricostruendone insieme le ragioni storiche.

Superato l’effetto WOW del primo utilizzo in classe, vedrete che Geacron diventerà uno strumento familiare e richiesto dai ragazzi stessi (“Prof., andiamo a vedere su Geacron come ce lo mostra?”), di cui stimolerà la curiosità e la capacità di osservazione.

Se la lezione sarà a partire dalle carte proposte da Geacron e non a supporto della vostra spiegazione, osserverete i vostri alunni esercitarsi nel fare ipotesi e riflessioni e li potrete pure stimolare a fare collegamenti con gli eventi studiati in storia.

Vi sento già dire in coro: “Ma questo che razza di suggerimento è?”.

In effetti dalla pandemia di Coronavirus in poi, tutte le scuole della penisola si sono dotate di G-Suite for Education (ora sostituito da Google Workspace for Education Fundamentals) per riuscire a “fare scuola” anche in pieno lockdown.

Da allora questi strumenti non hanno più abbandonato la nostra attività didattica, per fortuna!

C’è in particolare uno strumento che da un po’ di anni è diventato compagno fedele di verifiche intermedie o finali di geografia o di particolari compiti assegnati per casa: Google Presentazioni.

Uno degli aspetti per me più problematici delle verifiche finali di geografia è sempre stato il numero considerevole di fotocopie da realizzare: abituata a far svolgere prove che contenevano attività a partire da immagini, carte, foto satellitari, grafici, il numero di fogli per alunno diventava sempre considerevole, la resa grafica (e quindi la comprensione dell’immagine!) era discutibile e i sensi di colpa per lo sciupio di carta in perenne ascesa.

Google Presentazioni risolve ogni problema:

1. prepara il compito su Classroom

2. aggiungi una Presentazione con copia per ogni alunno

3. ogni slide corrisponde a un’attività/esercizio della verifica: puoi inserire immagini di tutti i tipi a una risoluzione tale che i dati siano facilmente leggibili, puoi aggiungere link esterni per attività interattive (es. lavorare su Google Earth per rispondere a domande aperte o un video da cui partire per un esercizio di comprensione), puoi inserire carte su cui richiedere di andare a scrivere e/o aggiungere elementi.

4. al termine della prova potrai tranquillamente correggere le verifiche on line, inserendo annotazioni, commento finale e voto.

L’unico vincolo imprescindibile – oltre al fatto che ogni studente abbia il proprio account su G-Suite – è che la scuola sia dotata di un’aula informatica o di un numero di Chromebook tale da consentire lo svolgimento in sincrono.

Mi rendo conto che si tratta di precondizioni non di poco conto, ma se la vostra scuola ve lo consente, approfittatene. Vedrete che non tornerete più indietro!

I più immediati: meno carta, più coinvolgimento attivo dei ragazzi, possibilità di offrire una gamma di attività stimolanti e che mettano davvero in campo le loro competenze e non solo le mere conoscenze.

Insieme a tutto ciò, si realizza nel tempo un significativo consolidamento delle loro competenze digitali.    

3 risposte a “3 #maipiùsenza in Geografia”

  1. In leggerezza, come tu hai scritto l’articolo, commento con due considerazioni.
    La prima: con un’emeroteca e l’abitudine all’uso del computer per testi e immagini hai preparato perfettamente i tuoi studenti al giornalino scolastico…
    La seconda: ho notato che chiedi in una delle diapositive la forma della Terra. La risposta di solito accettata: un geoide, cioè più ampia all’Equatore (un’informazione spesso accompagnata da immagini che schiacciano molto la terra ai poli). Mi sono imbattuto in una curiosità che condivido. Il raggio equatoriale medio è di 6.378 Km, quello polare di 6.357 Km. Una differenza di appena 21 Km che rende la Terra una sfera più precisa, in proporzione, rispetto alle migliori palle da biliardo. Giusto così, perché mi piace andare un po’ più a fondo rispetto alle convenzioni.

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    1. Grazie mille per questo tuo commento e anche per la condivisione della curiosità. Questa parte della Geografia mi crea sempre qualche difficoltà (e lo ammetto senza vergogna), perché sono argomenti sicuramente padroneggiati con più sicurezza dal docente di Scienze, con cui mi piacerebbero ore di compresenza. Terrò traccia della tua precisazione così da poterla condividere coi ragazzi. Grazie ancora.

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  2. E quando passi da Igea, passa a salutare, Dani.

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